Festival, trattativa al rush finale. Battaglia a colpi di commi
Rai non ha contestato le nuove condizioni economiche imposte dal Comune. Tutto ruota intorno alla titolarità della kermesse
Sanremo. Sono riprese questa mattina, puntualmente poco dopo le 9, le trattative tra Comune di Sanremo e Rai per la definizione dell’accordo triennale — con possibile proroga fino al 2030 — per l’organizzazione del Festival della Canzone Italiana. Dopo il confronto serrato e approfondito di ieri, durato oltre tre ore, quella odierna si preannuncia come la giornata conclusiva della fase negoziale.
Secondo fonti qualificate, i colloqui proseguono su un piano strettamente giuridico-legale, incentrato su un punto preciso e delicato: la formulazione testuale del capitolo diritti e tutele della convenzione. È qui che si giocano le vere partite: la proprietà dei marchi, che resterà saldamente in capo al Comune di Sanremo, e il tema del format televisivo, che la Rai vorrebbe veder riconosciuto come parte del proprio patrimonio immateriale, legato in modo indissolubile al proprio modello editoriale.
Più che una trattativa politica o economica, oggi si gioca una battaglia di cavilli e commi, dove ogni formulazione può fare la differenza tra un riconoscimento pieno, parziale o nullo. E se l’accordo complessivo è considerato ormai vicino — con un comunicato congiunto già in programma — l’ultima curva da affrontare è di quelle che richiedono nervi saldi e massima precisione.
Non a caso, il centro nevralgico della trattativa è ora nelle mani degli avvocati. Non solo quelli presenti nella squadra comunale — composta da tre giuristi di lungo corso: il sindaco Alessandro Mager, l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni e quello alla Cultura Enza Dedali — ma soprattutto nell’opera meticolosa dell’avvocato Harald Bonura, che tutela l’ente locale insieme ai dirigenti apicali del municipio. Bonura, già protagonista ieri di un esame minuzioso di tutte le proposte giunte da Viale Mazzini, è ora impegnato in un corpo a corpo dialettico con il team legale della Rai, presente in forze con dirigenti, tecnici e funzionari.
A questo punto, appare chiaro che tutte le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane — amplificate anche da testate nazionali — sul rischio di un trasferimento del Festival lontano da Sanremo, non avevano alcun fondamento concreto. Né le condizioni economiche richieste dal Comune, né la richiesta di nuovi eventi collaterali o la valorizzazione dei vincitori di Area Sanremo sono mai stati oggetto di vera contestazione da parte della Rai.
Il campo di battaglia, sin dall’inizio, è stato il capitolo dei diritti. In particolare, la volontà della Rai di legare il Festival non solo alla città, ma anche al proprio asset produttivo attraverso il riconoscimento del format televisivo. Una linea difensiva già portata fino al Consiglio di Stato, che però ha più volte riconosciuto l’evento nella piena titolarità del Comune di Sanremo, respingendo l’argomento portato all’attenzione dei giudici, in quello che è apparso un eccesso di difesa da parte di Viale Mazzini.
Tutto lascia pensare che la quadra finale sia a un passo, ma serviranno ancora alcune ore — forse l’intera mattinata, se non la giornata — per arrivare a una formulazione condivisa che metta nero su bianco il punto d’equilibrio tra le parti. Il comunicato ufficiale congiunto, sarà il segnale della fumata bianca.

(In copertina il pool del Comune stamattina a Palazzo Bellevue. Qui sopra l’avvocato Bonura)











