Festival di Sanremo, vertice decisivo a Palazzo Bellevue
Domani pomeriggio l’ultimo faccia a faccia prima della firma della nuova convenzione
Sanremo. Dopo mesi di trattative silenziose, tensioni sotterranee, sentenze clamorose e strategie mediatiche, la partita più complessa e imprevista della nuova amministrazione comunale di Sanremo potrebbe chiudersi domani pomeriggio. I vertici della Rai sono attesi a Palazzo Bellevue per un incontro cruciale con il sindaco Alessandro Mager, il suo staff dirigenziale e i referenti politici che hanno lavorato alla gara per la gestione del Festival di Sanremo, promossa in seguito alla sentenza del Tar Liguria e confermata dal Consiglio di Stato.
L’incontro, stando a quanto si apprende, sarà l’ultimo “faccia a faccia” prima della firma della nuova convenzione, valida per tre anni con opzione di rinnovo per altri due. Non è escluso che il confronto si protragga anche a mercoledì mattina, giorno in cui, secondo fonti vicine all’Amministrazione, potrebbe arrivare la firma ufficiale. Al momento non è confermata la presenza dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, attualmente impegnato a Venezia per il Festival del Cinema, ma la delegazione dell’emittente pubblica sarà di alto livello.
Per la giunta guidata da Mager si tratterebbe di una chiusura importante e storica, capace di ribaltare una tendenza ormai consolidata: quella del progressivo calo del contributo al municipio. Dopo il picco iniziato nel 2009, quando Sanremo incassava circa 9 milioni di euro all’anno, il contributo versato dalla Rai ha progressivamente subito una flessione, attestandosi negli ultimi anni attorno ai 5 milioni, cifra che include anche il costo dell’affitto del Teatro Ariston, rimasto a carico del Comune. Con il nuovo accordo, secondo le stime, il sostegno economico di Viale Mazzini tornerà a superare i 7 milioni annui, grazie a una quota fissa di 6,5 milioni e all’aggiunta dell’1% sui ricavi pubblicitari, come previsto dalla manifestazione d’interesse. Una manna per le casse comunali, già in ottima salute, arrivata in un contesto giuridico molto più sfidante rispetto al passato.
Ma un risultato simile consegue a inevitabili concessioni. Se da una parte il Comune di Sanremo porta a casa un ritorno economico più che significativo, dall’altra la Rai otterrebbe una vittoria simbolica ma di grande peso strategico: il riconoscimento formale del proprio “format” televisivo. Si tratta di quello schema editoriale introdotto da Pippo Baudo, articolato in cinque serate, che alterna la gara canora a momenti di varietà, comicità, ospiti e monologhi. È un tema che Viale Mazzini porta avanti da oltre dieci anni, sempre respinto dalle Amministrazioni precedenti, ma che ora, per la prima volta, trova un’apertura concreta. Un riconoscimento sul piano giuridico, che consente alla Rai di blindare la propria posizione nelle future manifestazioni d’interesse. Con il format riconosciuto, l’emittente di Stato potrà infatti presentarsi non più solo come storico partner, ma come ideatore riconosciuto della formula televisiva, rendendo molto più difficile l’ingresso di eventuali competitor.
Già quest’anno, del resto, la manifestazione d’interesse lanciata dal Comune, per adempiere alle sentenze dei giudici amministrativi, aveva visto la sola partecipazione della Rai, confermando nei fatti che il legame con Sanremo resta fortissimo, ma anche che il mercato non offre, almeno per ora, alternative credibili. L’accordo in dirittura d’arrivo consolida questo scenario: il Festival rimane a Sanremo, l’organizzazione torna su basi economiche più solide, e il ruolo della Rai viene formalmente valorizzato anche nei suoi aspetti creativi. La trattativa che si chiude domani – e che potrebbe essere ufficializzata entro mercoledì sera – è il frutto di un equilibrio costruito pezzo dopo pezzo tra aule di tribunale e stanze istituzionali, sotto la pressione dei media nazionali, che per mesi hanno fatto da cassa di risonanza alle ipotesi di un Festival fuori da Sanremo, lontano lontano nel tempo e nel mondo.







