Bancarotta e distrazione di fondi, nove indagati per il fallimento di Isnardi Immobiliare e G. Crespi & Figli
Secondo gli inquirenti, il danno patrimoniale complessivo supera i 6 milioni di euro
Imperia. Il pm della Procura di Imperia Enrico Cinnella Della Porta ha chiuso le indagini preliminari per il fallimento della Isnardi Immobiliare Srl e della G. Crespi & Figli Srl. Nove le persone iscritte nel registro degli indagati, accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta, distrazione di fondi e false comunicazioni sociali. Si tratta di Carlo Isnardi, Pietro Isnardi, Anna Anselmi, Eugenio Nacci, Ugo Canetti, Benedetta Isnardi, Antonio Davenia, Maurizio Braghiroli e Salvatore Davenia.
I fatti. In particolare, la procura accusa Carlo Isnardi, in qualità di amministratore unico della Isnardi Immobiliare Srl (fallita nel 2021), Pietro Isnardi, ex presidente del Cda della Pietro Isnardi Alimentari Srl (Pia Srl, ndr) e Anna Anselmi, che faceva parte del consiglio di amministrazione, di aver, in concorso tra loro, distratto 1.780.000 euro dalla Isnardi Immobiliare Srl in favore di Pietro Isnardi Alimentari Srl, società di cui i tre componevano per intero il Cda. Secondo la pubblica accusa, Carlo Isnardi avrebbe negoziato con la banca Passadore, per conto di Isnardi Immobiliare Srl, un mutuo di 1.800.000 euro, poi approvato nel luglio del 2012. Poi, nel corso di una assemblea straordinaria della stessa società, che si è svolta sempre nel luglio del 2012, in presenza di Carlo Isnardi e con il voto dei soci di Soproim Sa (rappresentato da Anna Anselmi), Pia Srl e Maria Luisa Isnardi (rappresentata da Pietro Isnardi) sarebbe stata approvata una modifica allo statuto per permettere alla società di «assumere prestiti e finanziamenti e di concederli ad enti e a società controllate, controllanti o collegate». Così, con il solo voto di Anna Anselmi, e dopo l’illustrazione dell’operazione da parte di Carlo Isnardi, si è deliberato di assumere il mutuo ipotecario di 1.800.000 euro dalla Banca Passadore e di concedere alla Pia Srl un finanziamento dello stesso importo. Subito dopo l’erogazione del mutuo, il 12 settembre del 2012, Carlo Isnardi avrebbe effettuato un bonifico di 1.780.000 euro a favore della Pia Srl.
Un finanziamento infragruppo che l’accusa ritiene privo di garanzie, con screditi inseriti nei bilanci senza reale possibilità di recupero. La Procura contesta inoltre la distrazione complessiva di oltre 266mila euro di canoni di locazione riscossi fino alla dichiarazione di fallimento.
Gli stessi indagati risultano coinvolti nel crac della Crespi & Figli Srl, fondata dai soci Antonio Davenia (45%), Maurizio Braghiroli (10%) e Bac Ss (di Carlo, Benedetta, Alessandra Isnardi e Anna Anselmi), per il restante 45%. La società è stata dichiarata insolvente nel dicembre 2020: gli inquirenti parlano di operazioni dolose sui bilanci tra il 2009 e il 2013, con sovrastima di immobili e l’iscrizione di crediti inesigibili per oltre 97mila euro l’anno. Nel corso delle indagini, inoltre, sarebbero emerse operazioni di trasferimento dei beni aziendali e contratti di locazione stipulati a condizioni ritenute svantaggiose per la società stessa. Il tutto fino a provocare, negli anni, un danno patrimoniale stimato in euro 4.565.000.
Nel complesso, tra le due procedure fallimentari, il danno patrimoniale supererebbe dunque i 6 milioni di euro.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Ambra Marchese, Marco Noto, Elena Pezzetta e Alberto Pezzini.


