Logo
Annonario a gara, Cna rilancia l’idea del consorzio: «Ora o mai più. Il mercato diventi attrazione»

Il segretario Vazzano rompe il silenzio delle categorie sulla partita delle concessioni in scadenza. Confesercenti punta su Amaie Energia

Sanremo. Il futuro del mercato annonario è sempre più al centro del dibattito cittadino. Dopo la manifestazione d’interesse del gruppo Arimondo, che vorrebbe trasformare parte della struttura in un supermercato con parcheggio interrato, è Cna a proporre un’alternativa concreta: la costituzione di un consorzio tra operatori e nuovi investitori per rilanciare la storica struttura di piazza Eroi. A spingere con decisione questa proposta è il segretario territoriale della Cna, Luciano Vazzano, che rivendica il ruolo pionieristico dell’associazione: «Siamo stati i primi a proporre un consorzio. Abbiamo presentato un progetto concreto, che riprende il modello del Mercato Orientale di Genova. Abbiamo anche incontrato gli operatori, spiegato loro come funzionerebbe e ottenuto molte adesioni, anche da nuove realtà interessate ad aprire attività di somministrazione alimentare, pasticcerie, pastifici, anche esercizi monotematici specifici».

Il modello proposto prevede una zona con chioschi e dehor dove consumare sul posto, pur mantenendo l’anima storica del mercato, ovvero la vendita di prodotti freschi e di qualità. «Il mercato deve restare tale – prosegue Vazzano – ma oggi l’utenza è cambiata: lo dico da cliente che tutte le settimane fa la spesa lì. Non c’è più la nonna che va alle 7 di mattina. Bisogna pensare a chi lavora e vuole fare la spesa nei fine settimana o dopo il lavoro, magari mentre si fa un aperitivo. In Francia e nelle principali città europee queste cose funzionano da anni». Il progetto di Cna è corredato da un abbozzo di piano finanziario, che prevede una cifra d’ingresso al consorzio di circa 10-12mila euro per ogni operatore, per finanziare i lavori di adeguamento, manutenzione e gestione: «È una spesa importante, ma non folle, considerata la prospettiva di rinnovamento e i benefici, non solo estetici ma funzionali», prosegue Vazzano.

«Il Comune resterebbe proprietario, ma i consorziati avrebbero maggiori responsabilità: pulizia, manutenzione, gestione degli spazi. Si potrebbe nominare un direttore del consorzio, con il compito di sovrintendere sull’organizzazione interna. Credo che il consorzio sia l’unico modo concreto per tutelare gli attuali operatori e rilanciare il mercato senza snaturarlo», insiste il segretario territoriale Cna. Critico invece sull’ipotesi Arimondo, che prevede l’apertura di un supermercato al posto di parte dei banchi attuali: «Ci preoccupa moltissimo la proposta del gruppo, per quanto sia realtà forte e in crescita. Con il consorzio c’è sempre una componente di controllo pubblico, mentre se si affida tutto al privato puro si va in direzione opposta. Gli operatori devono avere visione. Cambiare mentalità e diventare imprenditori. Anche le associazioni di categoria devono unirsi. Di fronte alla partita privata serve un fronte comune. Serve che il mercato diventi attrazione: orari nuovi, attività serali, weekend».

Intanto, il dibattito si anima anche tra le altre associazioni di categoria. Per Confesercenti, è il titolare di box e banchi Mimmo Alessi a prendere posizione, rilanciando un’ipotesi accantonata mesi fa: «L’unica strada percorribile è affidare la gestione ad Amaie Energia, come già avviene per il mercato dei fiori. Il consorzio? Impercorribile, basta fare un sondaggio tra gli operatori». Confartigianato, con la direttrice Barbara Biale, frena: «Ad oggi c’è un regolamento che dice chiaramente che il mercato deve essere gestito dal Comune. Prima di fare le gare, se si vuole assegnarlo a un soggetto esterno, quel regolamento va modificato. Se poi gli operatori sapranno organizzarsi in un consorzio, chapeau. Quanto ad Amaie Energia, è una possibilità che spetta all’Amministrazione valutare». Confcommercio, per ora, resta in fase di ascolto. Il presidente Andrea Di Baldassarre fa sapere che a breve si riunirà il direttivo per valutare le proposte in campo e arrivare a una posizione condivisa.

Mentre le licenze dei banchi sono in scadenza al 31 dicembre e la direttiva Bolkestein impone nuove regole – che il governo Meloni dovrebbe definire ma è in ritardo -, nell’arco di un paio di mesi al massimo, il destino del mercato annonario dovrà essere stabilito. Il rischio è che, senza una scelta chiara e condivisa, si perda una nuova occasione per trasformare piazza Eroi in un punto nevralgico di socialità, commercio e turismo. Sanremo ha perso fin troppe opportunità storiche negli ultimi quarant’anni. Saprà cogliere almeno questa?