Logo
Ventimiglia, giorni contati per l’opera in blocchi di pietra del Pistoletto

Oggi primo sopralluogo operativo in frontiera con sindaco e il responsabile di Anas per la Liguria. I lavori in autunno

Ventimiglia. L’autunno è alle porte e con esso l’installazione del cantiere di Anas (gestore dell’area) per iniziare i lavori del nuovo piazzale De Gasperi, vera e propria porta d’Italia alla frontiera di Ponte San Ludovico.

Stamani si è svolto il primo sopralluogo operativo che ha visto la presenza del sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro, insieme con gli uffici comunali, e il neo nominato responsabile per la Liguria di Anas (Gruppo FS Italiane), l’ingegnere Nicola Dinnella.

Un progetto, quello di Anas, che rientra nell’ambito del restyling complessivo del piazzale voluto fortemente dall’amministrazione comunale, sul quale la società investirà 1 milione e 300 mila euro per ridisegnare la sede stradale con la realizzazione di una doppia rotatoria, così da ridurre la velocità di percorrenza e migliorare la sicurezza della mobilità. Al contempo, sono in corso le conferenze dei servizi anche per il progetto comunale, che prevede la riqualificazione dell’area parcheggio, e per quello europeo, relativo alla realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra la Francia e l’Italia.

Essendo di fresca nomina, l’ingegner Dinnella ha voluto approfondire il progetto ed iniziare ad ipotizzare le aree di cantiere, in modo da essere pronto a far partire i lavori (che dovrebbero durare nove mesi) in attesa delle autorizzazioni necessarie.

Se, come previsto, il cantiere sarà allestito ad ottobre, per prima cosa sarà necessario eliminare le aiuole del piazzale e, con esse, i numerosi massi che attualmente compongono l’opera “Terzo Paradiso” dell’artista Michelangelo Pistoletto. Questa rimozione servirà per creare una viabilità alternativa, oltre all’area di cantiere necessaria per i lavori.

L’opera del Pistoletto, se non le ore, ha ormai i giorni contati. Si avvicina, dunque, l'”addio ai massi” (parafrasando il celebre “Addio ai monti” manzoniano). Ma nulla andrà perduto. Con l’artista, infatti, si è già trovata una soluzione: da grossi massi disposti nell’aiuola, che formano un disegno comprensibile solo se guardato dall’alto, si passerà ad una scultura  realizzata in metallo con i colori della bandiera italiana e francese, che si fonderanno tra loro, in segno di una comunione tra territori, popoli e culture, divisi, solo sulla carta, da un lenzuolo di terra.