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Il sindaco Di Muro apre a un progetto condiviso con le associazioni per ricordare le vittime della frontiera

Ventimiglia. Si è svolto questa mattina a Ventimiglia l’incontro tra il sindaco Flavio Di Muro e una delegazione delle associazioni firmatarie della lettera aperta per la tutela del memoriale autoprodotto dedicato ai 49 migranti morti nel tentativo di attraversare la frontiera, oggi collocato al centro dell’opera Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, a Ponte San Ludovico.

L’area sarà interessata da un ampio intervento di riqualificazione, promosso dal Comune in sinergia con Anas, che prevede una nuova piazza di ingresso all’Italia e il rifacimento della viabilità e per fare ciò “quei massi e quelle pietre devono sparire”, aveva dichiarato il primo cittadino ventimigliese, suscitando nelle scorse settimane la protesta di circa 45 associazioni italiane e francesi, che avevano parlato di «un cattivo gesto con una volontà politica chiara».

Oggi, però, è stato compiuto un passo avanti che andrebbe a soddisfare tutte le parti coinvolte: al posto del memoriale, troverà spazio un vero e proprio monumento, firmato da un artista che sarà individuato successivamente.

«Ho ribadito la volontà dell’amministrazione di riqualificare il transito creando una piazza sicura e accogliente – ha spiegato il sindaco Di Muro –. Le associazioni hanno chiesto di mantenere viva la memoria delle vittime di questo transito, e io non ho mai negato né negherò mai memoriali a nessuno: che si tratti di migranti, alpini o partigiani, è una questione di umanità e rispetto per chi non c’è più. Per questo ho proposto un progetto condiviso, che inserisca un nuovo monumento di maggiore qualità all’interno della riqualificazione in corso. Il confronto è stato costruttivo, nonostante le opinioni politiche possano essere in conflitto: andremo avanti con la piazza e, parallelamente, con l’individuazione di un posto per un memoriale all’altezza del suo significato».

Soddisfazione anche da parte dei rappresentanti delle associazioni presenti all’incontro, Federico Lera di Amnesty International, Jacopo Colombo di WeWorld Onlus, Maria Paola Rottino di Popoli in Arte e Paola Mazzucchi di Città Fraterna – Movimento dei Focolari, che hanno sottolineato l’apertura di un dialogo concreto: «Per noi era fondamentale mantenere la dignità del memoriale in quel luogo, il più simbolico di tutti. Questo primo passo ci rassicura: continueremo il percorso insieme, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo».