Ospedaletti, l’atto d’accusa sulla gestione Cimiotti finisce sui manifesti del paese
Affisso il documento che il sindaco aveva impedito di leggere in consiglio comunale. Dopo il caso Bella Ciao, nuova iniziativa del consigliere Alessandro Goso
Ospedaletti. Ad Ospedaletti la politica locale esce dall’aula consiliare e conquista i muri della cittadina. Questa mattina sono comparsi i manifesti con il testo del documento che il consigliere di minoranza Alessandro Goso ha depositato e chiesto di leggere durante l’ultima seduta del 28 luglio. Una richiesta respinta dal sindaco Daniele Cimiotti, che ha liquidato la questione con una battuta sarcastica, invitando l’esponente del gruppo Ospedaletti Insieme a rivolgersi ai giornali.
Goso non solo ha raccolto la provocazione, ma ha deciso di fare un passo in più: il documento, controfirmato dai colleghi di opposizione Valentina Lugarà e Maurizio Taggiasco, è ora a disposizione di tutti, affisso negli spazi comunali. Il testo è un atto di accusa nei confronti dell’amministrazione Cimiotti: «Non siamo d’accordo con le parole che pronunciate. Non siamo d’accordo su come portate avanti decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone», si legge.
Il manifesto denuncia la mancanza di trasparenza, l’assenza di un’informazione chiara ai cittadini e la gestione ritenuta carente su svariati temi. Non è la prima volta che Goso utilizza lo strumento delle affissioni per portare in piazza le sue battaglie. Lo aveva già fatto il 25 aprile, quando fece affiggere le parole del canto popolare “Bella Ciao”, escluso per anni dalla cerimonia ufficiale. Dopo le polemiche, il brano è tornato quest’anno a essere intonato dalla banda incaricata. «Un’Amministrazione che crede nel dialogo non si sottrae, non ignora, non rinvia. Risponde. Sempre», recita la chiusura dello “j’accuse”, diventato oggi il simbolo di uno scontro sempre più acceso tra le due anime del paese.




