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Narrata con voci, musica e giochi di luce, una leggenda lunga settecento anni

Dolceacqua. E’ iniziato sulle note dell’intramontabile “Stairway to haeven” dei Led Zeppelin, lo spettacolo piromusicale più atteso dell’estate del Ponente ligure: quello che da anni richiama migliaia di persone per assistere ai fuochi esplosi nel centro storico di Dolceacqua. Evento unico, in cui tradizione, storia e leggenda si intrecciano per emozionare gli spettatori. Tema di quest’anno, la celebre “michetta“, il dolce semplice ma gustoso la cui fama ha oltrepassato i confini del borgo dei Doria.

Per raccontarla, con le voci di Beatrice Orrigo e Maurizio di Maggio, ci si è tuffati in un passato lungo settecento anni. Un periodo buio per il paese, quando al comando c’era un temibile marchese Doria, che aveva imposto lo ius primae noctis: il diritto del “sovrano” di avere per sé la donna di un altro la prima notte di nozze. Per evitare questo sopruso, la giovane Lucrezia, la donna più bella del paese, decide di sposare in segreto il suo innamorato. Ma il marchese scopre il matrimonio, fa rapire Lucrezia e la porta nel suo castello. Qui prova, in ogni modo, a farla sua. Lei si oppone, tenta addirittura di lanciarsi da un balcone. A quel punto il marchese la fa chiudere nelle stanze sotterranee, convinto che alla fine, per disperazione, sarà la stessa Lucrezia a pregarlo di esercitare il suo diritto per poter essere liberata. Questo, però, non accade: la donna si lascia morire di stenti.

Accecato dal dolore, il marito della bellissima Lucrezia, vuole vendetta. Si intrufola nel castello del marchese, entra nella sua stanza, armato di coltello. Per aver salva la vita, il perfido sovrano è costretto ad abolire lo ius primae noctis. E’ la notte del 15 agosto di settecento anni fa. Il giorno successivo, per festeggiare la fine di un incubo e, al tempo stesso, ricordare Lucrezia, le donne del paese creano un dolce semplice, fatto di grano, olio e zucchero. Lo rendono malizioso nella forma, che ricorda il sesso femminile. Poi lo portano per le strade del paese dicendo: “Da oggi, uomini, la michetta la diamo solo a chi vogliamo noi”.

E ancora oggi, dopo sette secoli, il 16 agosto a Dolceacqua si celebra la festa della michetta. La festa di un dolce, è vero, ma anche la festa della forza delle donne. Una storia di soprusi e resistenza, una leggenda che i dolceacquini si tramandano da generazioni, raccontata da giochi di luce e fuochi, musica e voci, sapientemente mixati tra loro. A godere dello spettacolo dall’ormai noto balconcino che ha ospitato anche il principe Alberto di Monaco, invitati dal sindaco Fulvio Gazzola, c’erano anche i colleghi Alessandro Mager (sindaco di Sanremo), con moglie e figlio, e Flavio Di Muro (Ventimiglia). Con loro anche l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, l’imprenditore sanremese Walter Lagorio e il presidente di Casinò Spa Pino Di Meco.