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Il Casinò di Sanremo rende omaggio a Pippo Baudo: “Un amico della città e del Festival”

È proprio tra le mura del Salone delle Feste che Baudo, giovanissimo, assistette nel 1958 al Festival, allora agli inizi, maturando il desiderio di intraprendere la carriera di conduttore

Sanremo. La scomparsa di Pippo Baudo ha suscitato un’ondata di cordoglio nazionale, testimonianza di quanto l’ultimo grande maestro della televisione italiana fosse entrato nel cuore del pubblico. Conduttore, talent scout e innovatore dello spettacolo, Baudo ha saputo scrivere pagine fondamentali nella storia della musica e della Tv, influenzando cultura, società ed emozioni collettive.

Sanremo e il Casinò custodiscono con lui un legame speciale. È proprio tra le mura del Salone delle Feste che Baudo, giovanissimo, assistette nel 1958 al Festival, allora agli inizi, maturando il desiderio di intraprendere la carriera di conduttore. Dieci anni più tardi, a 31 anni, dopo il successo di Settevoci, ottenne il suo primo Sanremo: un’edizione delicata, segnata dalla tragedia di Luigi Tenco. Pippo affrontò con professionalità anche momenti difficili, come l’episodio con Louis Armstrong, convinto di potersi esibire con un concerto completo. Quella fu la sua prima volta da protagonista al Casinò, destinata a restare nella memoria della città.

Negli anni, Baudo non ha mai reciso quel legame. Nel 2018 tornò al Casinò in occasione di Sanremo Giovani, condividendo il palco con Fabio Rovazzi in una serata rimasta memorabile. Segno di un rapporto che andava oltre la semplice conduzione: Baudo era un amico del Festival e della città. “Ci ha lasciato un grande professionista e una persona profondamente legata al suo lavoro – sottolinea il Casinò –. A lui va il nostro ringraziamento, insieme all’ammirazione e all’affetto che oggi tutti gli italiani gli tributano”.