Il quadro
|Futuro incerto, inflazione e carenza di infrastrutture: luglio da dimenticare per i balneari imperiesi
Le presenze nelle spiagge raggiungono il 20 percento in meno
Imperia. I dati esatti si avranno solo a fine stagione, ma a ridosso della settimana di Ferragosto è tempo di un primo bilancio, che non sembra essere positivo. Così come nel resto d’Italia, anche in provincia di Imperia si registra un calo delle presenze negli stabilimenti balneari. Ombrelloni chiusi, soprattutto durante la settimana; con i turisti che fanno toccata e fuga e affittano le sdraio quasi esclusivamente nel weekend.
«Una flessione di presenze c’è stata – dichiara Gianni Calleri, rappresentante dei balneari a Bordighera e titolare del San Marco Beach -. A luglio come categoria abbiamo registrato un 20 percento in meno di presenze». A salvare la situazione, nel Ponente ligure, sono i francesi: «Mantengono alte le presenze – spiega Calleri – Sopratutto nel weekend e, a Bordighera, il giovedì, giorno di mercato». Inutile negare, però, che tra i suoi colleghi si respira un po’ di malessere.
Consumi ridotti al minimo? Caro ombrellone? Difficoltà di raggiungere le nostre coste a causa delle scarse infrastrutture viarie? «Ho letto delle polemiche relative alla prolungata chiusura del tunnel di Tenda, ora finalmente riaperto, e all’autostrada – risponde Calleri -. Ma non credo che la motivazione principale della flessione sia questa. Certo non aiuta, ma per noi balneari il problema è quello del rinnovo delle concessioni per la Bolkestein: questa incertezza sul nostro futuro, che dal 2007 pende sulle nostre teste come una spada di Damocle, ha di fatto bloccato gli investimenti. Di conseguenza, i turisti che non trovano servizi di un certo livello si guardano intorno e vanno altrove».
C’è poi la questione del meteo. «Il buon tempo di giugno, rispetto allo scorso anno, ha portato a un incremento delle presenze – conclude il titolare del San Marco Beach -. Invece a luglio la situazione si è rovesciata e per quel mese possiamo dire di aver perso il venti percento della clientela».
A fare il punto sull’andamento della stagione balneare a Imperia è Gianmarco Oneglio, assessore comunale e presidente regionale di Fiba Confesercenti, associazione di categoria che rappresenta gli imprenditori del settore balneare.
In una città che punta sempre più sul turismo come leva di sviluppo economico, i dati raccolti tra operatori e strutture ricettive offrono una fotografia utile per comprendere tendenze, flussi e prospettive della stagione in corso.«Dopo un giugno decisamente positivo, con un incremento del +17% rispetto allo scorso anno, il mese di luglio ha registrato un rallentamento, con un calo stimato tra il 10 e il 12% — dato ancora non definitivo, che sarà consolidato solo dopo il 16 luglio. Le proiezioni per agosto, basate sulle prenotazioni alberghiere, indicano una sostanziale stabilità rispetto al 2024. Nel complesso, Imperia segna comunque un aumento dell’8% su base annua per arrivi e presenze. A trainare il turismo sono soprattutto i visitatori stranieri, in particolare da Francia, Svizzera e Paesi Bassi. Si conferma invece in calo la Germania, così come il turismo italiano.»
Spostandosi sui lidi matuziani, interviene Orlando Ruggiero, dello stabilimento Bagni la Brezza: «L’andamento della stagione al momento non è ai livelli degli anni passati. A luglio forse la colpa è stata anche del tempo atmosferico, con tante giornate caratterizzate da vento forte e mare mosso. A mio avviso però, il vero motivo che determina il calo delle presenze è la mancanza di soldi nelle tasche dei turisti. Sono in pochi oramai a potersi permettere una vacanza che superi la settimana, con la maggioranza che riesce solo a passare un weekend al mare».
«C’è poi il problema delle infrastrutture, soprattutto delle autostrade liguri – prosegue -. Spesso per percorrere i 270 chilometri che ci separano da Milano impiegano, a causa del traffico, cinque o sei ore. Questo fa si che vengano preferite mete più agevolmente raggiungibili, come la costa adriatica o la Versilia. E non è che la rete ferroviaria ligure, senza alta velocità e con il monobinario a ponente, sia messa meglio. Ci sono anche dei rincari importanti da parte di qualche gestore. Sta mancando anche, da qualche anno a questa parte, la voglia di investire nelle spiagge. Questo a causa soprattutto della direttiva Bolkestein che non offre sicurezze per il futuro delle concessioni».



