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Divieto di balneazione, Diano Domani: «Polemiche e ulteriore danno di immagine servano a tracciare linea»

«Impossibile continuare così, ammainate la bandiera blu ed effettuate interventi strutturali definitivi»

Diano Marina. Le dichiarazioni del gruppo Diano Domani a seguito dell’ordinanza di divieto di balneazione emesso nel tratto di litorale cittadino che va dalla foce del rio Varcavello al molo delle Tartarughe:

«Come chiaramente anticipato nei giorni scorsi abbiamo atteso i dati ufficiali Arpal ed il conseguente provvedimento sindacale prima di esprimerci pubblicamente sulla questione, sollecitando informazioni quotidiane da parte di Arpal, del Sindaco e degli uffici comunali. In primis, ovviamente, va tutelata la salute pubblica, e abbiamo verificato che non ci fossero comportamenti omissivi che coprissero la presenza di analisi non conformi senza i successivi provvedimenti da parte del Sindaco. Abbiamo tutti i giorni chiesto, parlato, verificato e studiato senza tuttavia strumentalizzare la preoccupazione e senza alimentare allarmismi che avrebbero danneggiato l’immagine oltre che l’economia della Città.

Questa Ordinanza, ora però, impone una presa di coscienza immediata a forte da parte dell’Amministrazione: non si può continuare con questo stillicidio, tra miasmi puzzolenti, rotture di stazioni di pompaggio, sversamenti fognari e inquinamento di torrenti e, conseguentemente, del nostro mare.

Adesso Basta! Chiediamo che venga presentato ai cittadini da parte di Rivieracqua e del Comune che ne è socio un cronoprogramma dettagliato delle opere da eseguire urgentemente e senza ritardi per evitare che Diano Marina continui a patire, per l’inefficienza di chi la Amministra, disagi colossali per la propria immagine.

Al Sindaco Za chiederemo poi che faccia ammainare la bandiera blu e che non partecipi più alla candidatura di Diano Marina per il futuro, fino a quando non saranno effettuati lavori strutturali definitivi che risolvano una criticità che dura da troppo tempo e che cittadini e turisti non possono continuare a subire».