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Divieto balneazione a Diano Marina, Rifondazione Comunista: «Falle nel sistema di depurazione e fognario»

«Meno propaganda e più serietà»

Diano Marina. «Allora ci siamo: divieto di balneazione a Diano Marina (Bandiera Blu per l’eccellenza delle sue acque) per Esterichia coli fuori parametri di sicurezza. Naturalmente non è ancora dato sapere se si tratta di ceppi più o meno pericolosi, dato che le analisi complete al momento non sono ancora disponibili e diversi ceppi del batterio vivono nel nostro intestino normalmente e contribuiscono al suo buon funzionamento oltre che alla formazione di vitamina K, ma i frequenti disturbi intestinali dichiarati da molti cittadini potrebbero non derivare solo da bagordi alimentari e sembrerebbero confermare la presenza di ceppi patogeni». Lo dichiara Rifondazione Comunista – Circolo Gian Battista Acquarone Diano Marina.

«Resta in ogni caso la gravità della situazione. Evidentemente il sistema di Depurazione e Fognario (per cui i cittadini pagano cifre non indifferenti), ha delle falle: o perde prima del Depuratore, oppure il Depuratore non funziona a dovere, oppure scarica direttamente nei rii e nel mare liberando batteri dove i turisti fanno il bagno. Se poi, come pare, c’è qualche caso di Legionella sempre nel Golfo Dianese (da confermare), possibilmente derivante dall’acqua potabile, c’è poco da stare allegri, e le responsabilità ricadono ovviamente sulle attuali amministrazioni, per inadeguatezza della vigilanza, scarsità di manutenzione o superficialità.

Località come il Golfo dianese, con Diano Marina in testa, che giungono a decuplicare i propri abitanti nel periodo agostano, necessiterebbero di una progettazione e di una gestione del sistema fognario molto attenta ed efficace che, forse, non è avvenuta se ci troviamo in questa situazione disperante per i cittadini e per gli operatori turistici.

Del resto tutta la gestione dei rifiuti dell’attività umana, dal sistema fognario ai Rifiuti solidi urbani non pare all’altezza di una delle località marine più conosciute in Europa, con fogne che fino a pochi anni or sono scaricavano direttamente a mare (e forse ancora oggi quando piogge intense intasano fognature in cui vanno anche le acque bianche) ed una raccolta rifiuti deficitaria ed inefficiente con la inetta permanenza dei cassonetti stradali, solo camuffati da container con la speranza che i cittadini, ingannati dalle gigantografie che li “ornano”, non sentano la puzza che emanano e non vedano i topi che ringraziano. A proposito di topi, sarebbe il caso di rendere pubblico il costo di una “derattizzazione” che mai potrà essere efficace in luoghi aperti fintanto che il cibo per i roditori sarà ridondante e disponibile fra cassonetti e cestini.

La capacità riproduttiva dei topi trascende enormemente la possibilità di sopravvivenza dei nuovi nati, ed anche se alcuni cadranno trappola dei pericolosi veleni distribuiti negli appositi contenitori – molti dei quali rotti con rischi per gli altri animali -, altrettanti ne sopravvivranno. Insomma, per i roditori il primo controllo da attuare è eliminare i cassonetti dei rifiuti dalle strade, con una vera e seria raccolta porta a porta, con conseguente tariffa sulla quantità di rifiuti effettivamente prodotti e non una  tassa a mq che duplica l’Imu.

E per la balneabilità una più seria prevenzione, una effettiva separazione fra acque bianche ed acque nere, una educazione ambientale ai cittadini contro lo spreco idrico che, fra l’altro, ingigantisce il carico di fognature e depuratori.
Insomma, meno propaganda e più serietà».