Crisi del commercio, da Sanremo On la richiesta di un «patto per il rilancio»
Dopo il boom degli anni post Covid, il turismo della Riviera dei fiori entra in fase calante. Qualità ed eventi internazionali, Berio lancia l’appello: «Serve un’azione comune»
Sanremo. All’Hotel Nazionale di Sanremo, l’ultimo Cda informale di Sanremo On, la rete d’imprese d’élite della Città dei fiori, ha messo a nudo un malessere che molti operatori del settore avvertono da mesi: il commercio cittadino è in affanno e il turismo non basta più a trainare l’economia locale. Roberto Berio, presidente di Sanremo On, non usa giri di parole: «Stiamo scendendo fortemente in qualità. Gli imprenditori sono in campo per fare la loro parte, pronti a collaborare con l’amministrazione pubblica. Dobbiamo aumentare il valore della proposta e insieme al Comune rilanciare, per fare ognuno la propria parte. Con il sindaco Mager e l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni i rapporti sono ottimi: abbiamo già presentato loro le nostre idee per il 2026, da sviluppare insieme ad altri soggetti pubblici e privati. Serve un grande patto di collaborazione perché il momento è delicato e riguarda tutto: dall’hotellerie al balneare, fino alla ristorazione».
Secondo Berio, persino i ristoranti di fascia alta stanno registrando «un calo di qualità e, in alcuni casi, anche dei numeri». Dopo il boom post-pandemico e le stagioni record, a cui hanno contribuito le edizioni eccezionali del Festival di Sanremo targato Amadeus fino all’ultima edizione diretta da Carlo Conti, oggi il settore vive una fase di riflessione. «Da tempo diciamo che il futuro passa dalla qualità: alberghi migliori, ristoranti di livello, servizi all’altezza e soprattutto eventi di respiro almeno nazionale, se non internazionale», ha aggiunto Berio. Ma il presidente di Sanremo On individua anche precise criticità: «La situazione qui è aggravata dalle linee di comunicazione ferroviarie e autostradali, ma non solo. C’è una crisi profonda del turismo, che va affrontata con coraggio. Noi siamo pronti con un nuovo piano di sviluppo che sveleremo presto».
A questa analisi si aggiungono le parole pronunciate la scorsa settimana dal sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola (a Sanremo gestisce la comunicazione del nuovo 5 stelle, l’Hotel Europa Palace, tramite la società E20Sanremo), e dall’assessore al Turismo a Palazzo Bellevue, Alessandro Sindoni, che hanno chiesto, sollevando il “vaso di Pandora”, un intervento diretto di Autostrada dei Fiori per finanziare campagne di marketing in grado di compensare i danni provocati dai cantieri autostradali e dai disagi ai valichi di frontiera. Una proposta rilanciata anche dalle categorie del commercio, ma che finora non ha trovato sponde da parte di chi potrebbe fare la voce grossa, come Regione Liguria, dove siede l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, anch’egli sanremese.
A rendere il quadro ancora più incerto è il fronte del lusso: la recente vendita di The Mall Sanremo, l’outlet di Valle Armea ceduto dal gruppo Kering – all’interno di un pacchetto comprendente anche altri negozi – per 350 milioni di euro, ha alimentato le voci su un possibile calo degli accessi e persino il ritorno dell’ipotesi di una riconversione dell’area in centro commerciale tradizionale. Per ora Sanremo resta una città sospesa tra il ricordo di stagioni d’oro e la necessità di costruire un nuovo modello turistico e commerciale. Il tempo, però, stringe e il freno della crisi inizia a mordere.









