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Baudo eterno all’Ariston: Sanremo pensa a un monumento accanto a Mike

Ieri se n’è andato il re della televisione italiana e il conduttore con più Festival all’attivo in carriera

Sanremo. La morte di Pippo Baudo, avvenuta ieri a Roma all’età di 89 anni, ha acceso subito nei sanremesi un pensiero condiviso: una statua bronzea per ricordare l’uomo che più di ogni altro ha legato il proprio nome al Festival della Canzone Italiana. L’idea nasce spontanea. Chiunque attraversi via Matteotti si imbatte nella statua di Mike Bongiorno, inaugurata nel 2013 in diretta su Rai1 durante il Festival condotto da Fabio Fazio. Quell’opera, divenuta simbolo popolare e il monumento più fotografato della città – più della fontana dello Zampillo, delle spiagge e persino del Teatro Ariston – ha reso evidente come l’omaggio alla tv possa trasformarsi in un’attrazione turistica e culturale.

Ora, con l’addio all’“ultimo re” della televisione italiana, a colui che inventò il format delle cinque serate di Sanremo (oggi rivendicato prepotentemente dalla Rai ) e ne condusse tredici edizioni (record assoluto), l’ipotesi di una statua accanto all’amico-competitor Mike Bongiorno appare quasi naturale. «Sarebbe una idea carina. Vediamo…» ha commentato l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, lasciando intendere una disponibilità del Comune. Del resto, da anni a Sanremo si discute di un vero e proprio percorso di statue dedicate ai protagonisti della musica e dello spettacolo: Domenico Modugno, Mia Martini, Luigi Tenco e tanti altri potrebbero un giorno affiancare Mike e, chissà, presto anche Pippo. Un’idea che si sposa con la Hall of Fame già presente in via Matteotti, con le griglie dedicate a tutti i vincitori del Festival, e con la proposta – mai del tutto realizzata – di trasformare le strade della città in una “walk of fame” della canzone italiana, capace di richiamare visitatori tutto l’anno.

La statua a Baudo avrebbe anche un forte valore simbolico. Per decenni, infatti, Pippo Baudo e Mike Bongiorno hanno incarnato due modi diversi ma complementari di fare televisione. Mike, il conduttore rassicurante e popolare, capace di parlare a tutte le famiglie italiane con semplicità e immediatezza. Pippo, il cerimoniere colto e rigoroso, che ha sempre difeso la centralità della musica e dello spettacolo di qualità. Tra i due vi fu una rivalità autentica, che però contribuì a far crescere la televisione nazionale: Bongiorno portò i quiz e il modello americano, Baudo costruì il grande show e rese Sanremo una macchina perfetta. Se oggi il piccolo schermo ha avuto due “padri fondatori”, è proprio perché entrambi hanno tracciato strade diverse ma ugualmente decisive.

A distanza di anni, le loro figure potrebbero così ritrovarsi fianco a fianco nel cuore di Sanremo, città che più di tutte li ha visti protagonisti e che deve al Festival buona parte della propria identità internazionale. La statua di Baudo accanto a quella di Bongiorno sarebbe non solo un tributo doveroso, ma il suggello a una storia comune: quella della televisione italiana, che con loro ha conosciuto i suoi anni più luminosi.

(In copertina, a sinistra la statua di Mike inaugurata nel 2013 in diretta televisiva e la vedova Daniela Zuccoli. A destra Pippo Baudo nella sua ultima comparsa a Sanremo, sulle scale del Casinò Municipale)

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