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Asilo nido a Bordighera, aumento rette e contributi anche ai più ricchi: Trucchi presenta una mozione

«Chiedo che il consiglio comunale, con voto unanime, dia mandato al sindaco di voler rivedere la normativa»

Bordighera. Aumento delle rette dell’asilo nido a Bordighera, carenza di posti e suddivisione in fasce di reddito che, di fatto, penalizzano i meno abbienti. E’ questo il tema della mozione presentata dal consigliere comunale di minoranza Giuseppe Trucchi (Insieme), che chiede al sindaco di rivedere il sistema di calcolo delle tariffe.

«L’ amministrazione comunale di Bordighera, a differenza di quelle di Sanremo e Ventimiglia, ha deliberato le quote di partecipazione economica delle famiglie alle rette per gli asili nido secondo una articolazione per reddito tale da ingenerare, di fatto, un aumento di carico per le famiglie – scrive il consigliere nella sua mozione -. Visto che tale aumento per i redditi sino a 20 mila euro arriva a 168,65 euro e che aiuti sono previsti anche per redditi sopra i 60 mila euro, strutturando quindi un meccanismo che penalizza le famiglie più in difficoltà, chiedo che il consiglio comunale, con voto unanime, dia mandato al sindaco di voler rivedere la normativa in oggetto».

Una richiesta, quella del consigliere Trucchi, formulata anche in virtù degli impegni del governo centrale, «continuamente e solennemente presi di voler difendere le famiglie e favorire la natalità».

La mozione di Trucchi nasce da un’inchiesta pubblicata da Riviera24.it, che mettendo a confronto le rette degli asili nido di tre comuni costieri del Ponente ligure (Ventimiglia, Bordighera e Sanremo), ha evidenziato come un aumento delle tariffe, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, si sia verificato soltanto nella città delle palme. Qui, rispetto a Sanremo e Ventimiglia, che hanno suddiviso maggiormente le fasce di Isee, esiste un’unica soluzione per chi ha un Isee da zero fino a 20 mila euro. E, se fino allo scorso anno la tariffa era di 218.93 euro mensili, con 510.85 euro a carico del Comune (il 70 percento), quest’anno le famiglie rientrati in questa fascia di reddito pagheranno 387.49 euro al mese: 168,56 euro in più. Si riduce invece la quota a carico del Comune, che scende a 474,09 euro. La tariffa completa, tra quanto pagato dalle famiglie e la quota comunale, è di 861,98 euro a bimbo. A questa si deve aggiungere il costo dei buoni pasto: 4,80 ciascuno.

Le altre fasce di reddito a Bordighera sono: da 20.001 a 30 mila euro (con tariffe mensili di 430,99 euro per le famiglie e altrettanti contributi comunali); da 30 mila a 40 mila euro (517,19 € per le famiglie e 344,79 per il Comune); da 40 a 50 mila euro (689,59 euro per le famiglie e 172,40 per il Comune). E Bordighera si distingue in quanto unica città del Ponente in cui il Comune compartecipa alla spesa anche delle famiglie con redditi alti.

Ad esempio, chi ha un Isee tra i 50 e i 60 mila euro pagherà 732,68 euro di quota mensile, mentre al Comune spetta la restante parte di 129,30 euro. Mentre chi supera i 60 mila euro di Isee avrà un contributo minore (86,20 euro) e dovrà pagare una tariffa di 775,68 euro.

«Ho presentato una mozione in modo da permettere a tutti i consiglieri di esprimere il proprio pensiero su un tema che reputo di una certa rilevanza», ha dichiarato Trucchi.

La mozione verrà discussa nel prossimo consiglio comunale.