Villa La Sultana abbandonata, Cimiotti si scaglia contro la proprietà
Dopo l’ennesimo sopralluogo, il Comune alza il tono: “Stop ai ritardi, intervenire o scatteranno le sanzioni”
Ospedaletti. Villa La Sultana resta ferma nel suo stato di abbandono. Nonostante le promesse e i piani mai concretizzati, il tempo passa e i lavori di recupero dello storico ex Casinò di Ospedaletti non sono più ripartiti alla parziale conclusione di un intervento per la messa in sicurezza del tetto. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Daniele Cimiotti, ha tenuto due incontri con la proprietà nei giorni 9 e 10 luglio, alla presenza dell’architetto Andrea Canziani della Soprintendenza e di altri tecnici e rappresentanti istituzionali.
Nel sopralluogo effettuato il 9 luglio, il quadro emerso è apparso desolante: nessun avanzamento nei lavori, cantieri fermi da oltre un anno e un degrado sempre più evidente. A fronte di questa situazione, è stato messo nero su bianco che, in mancanza di un piano operativo urgente, verranno avviati i procedimenti previsti dal Codice dei Beni Culturali. Il Comune ha fissato un nuovo incontro con la proprietà (ex Sapeco, ndr) per la settimana del 21 luglio, appuntamento che sarà decisivo: “Dovrà assumersi tutte le responsabilità – si legge nella nota – come già richiamato nella precedente ordinanza sindacale e nei rilievi della Sovrintendenza”. Cimiotti è netto: “Il recupero di Villa La Sultana è una priorità inderogabile del nostro mandato. Non accetteremo più alcun rinvio nei lavori di messa in sicurezza e conservazione del bene”.
Parole che fanno seguito a una lunga storia di promesse mancate. A settembre 2024, lo stesso Cimiotti aveva già lanciato l’allarme, dichiarando che “Villa La Sultana non è affatto salva”, chiedendo per la prima volta un intervento diretto della Soprintendenza . Ora però si è al punto di non ritorno. Se la proprietà non si muoverà, saranno le autorità pubbliche ad agire, anche con misure coercitive. Intanto, il monumento resta lì, in attesa che qualcuno lo riporti alla dignità che merita.




