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Il 40 percento degli italiani acquista prodotti contraffatti

Ventimiglia. «Questa è una giornata per dire basta alla contraffazione. Noi non siamo contro la contraffazione, noi siamo perché la contraffazione debba assolutamente cessare. E’ un mercato parallelo al commercio regolare che alimenta soltanto le mafie».

Lo ha dichiarato Sergio Scibilia, presidente di Confesercenti, che stamane è sceso in piazza insieme con il presidente cittadino di Confcommercio, Dario Trucchi, e con rappresentanti di Indicam e Unifab: rispettivamente le associazioni italiana e francese per la tutela della proprietà intellettuale e il contrasto alla contraffazione.

«Tutto questo deve finire, non è folklore: dietro a questo c’è un reato – ha aggiunto Scibilia -. I cittadini vengono ingannati perché pensano di comprare merce che comunque abbia un valore, ma in realtà non vale nulla e, oltretutto, alimentano le organizzazioni mafiose. Per questo chiediamo un ulteriore sforzo alle forze dell’ordine perché non è possibile che a Ventimiglia, tutti i pomeriggi, ci sia la presenza fissa di soldati che vendono merce contraffatta, indisturbati, davanti alle istituzioni: è una cosa intollerabile».

Non è difficile, infatti, trovare venditori abusivi esporre la propria mercanzia nella centralissima via della Repubblica e nei pressi del mercato coperto. Borse, cappellini, cinture, ma anche profumi, tutti rigorosamente falsi, vengono mostrati ai possibili acquirenti, in quello che sembra essere un vero e proprio negozio all’aperto.

Anche se a Ventimiglia ad acquistare le “patacche” sono soprattutto francesi, in Italia i dati sono allarmanti: «Stimiamo che circa il 40 per cento della popolazione italiana acquisti merce contraffatta – afferma Juna Shehu, direttore generale di Indicam -. A comprare oggetti falsi sono soprattutto i giovanissimi, che pur di indossare un marchio del lusso, senza averne magari le possibilità, si affidano a questo mercato illegale, pericoloso per l’economia, la salute e l’ambiente».

Favorevole a un inasprimento delle pene, non solo per chi vende ma anche per chi acquista, è anche il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, presente all’iniziativa di sensibilizzazione proposta oggi dalle associazioni di categoria.