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Tariffe idriche, Rivieracqua esulta dopo la delibera Arera. Ma le associazioni non ci stanno: “No ai distacchi, serve chiarezza”

Dopo l’ok di Arera alle nuove tariffe, l’azienda parla di legittimità e certezza. Le associazioni dei consumatori chiedono lo stop alle morosità e contestano la qualità del servizio

Sanremo. Mentre i comitati protestano da stamattina di fronte alla sede di Bussana (vedi foto), Rivieracqua esprime “soddisfazione” per la delibera n. 325/2025 dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che ieri ha approvato il nuovo schema regolatorio per il periodo 2024-2029. Secondo quanto comunicato oggi dall’azienda, il provvedimento conferma “il regime tariffario applicato dal 2022” e chiarisce la piena legittimità delle bollette emesse e incassate nel 2024-2025, inclusi i conguagli relativi al biennio 2022-2023.

“Questo delinea un quadro definitivo e preciso – scrive Rivieracqua – che conferma le prospettive economiche della Società e dà certezze ai propri clienti”. E aggiunge: “Le bollette contestate in passato sono state emesse correttamente, come riconosciuto dalla stessa Arera”. In relazione invece ai commenti apparsi su alcuni organi di stampa circa conguagli da restituire relativi al periodo 2020 – 2021, Rivieracqua ribadisce quanto già specificato dall’A.t.o. Idrico Imperia Ovest: “gli importi indicati da Arera non riguardano il regime tariffario dell’annualità in corso, ma saranno considerati in tariffa assieme alle altre componenti analizzate da Arera nell’ambito della già prevista revisione tariffaria biennale, che l’A.t.o. opererà a partire dall’annualità 2026”.

Un commento che però ha subito acceso la polemica. Assoutenti e Onda Ligure hanno diffuso una nota molto critica in cui si riservano “una verifica più attenta” in particolare sull’azzeramento dei conguagli, chiedendo al contempo “la sospensione delle cosiddette ‘bollette pazze’” in attesa di chiarimenti da parte di Ato Imperiese e Rivieracqua. Le due associazioni sollecitano un incontro urgente e invitano il gestore “a non avviare procedure di messa in mora e disalimentazione per crediti che ad oggi non sono nemmeno determinabili con precisione”.

Nel mirino anche il contenuto stesso della delibera. Arera, fanno notare le associazioni, ha approvato lo schema con “riserve e limitazioni importanti”, come la necessità di rimodulare le tariffe secondo un criterio pro capite, la sostituzione dei misuratori vetusti e l’adeguamento della Carta dei servizi, per quanto riguarda gli indennizzi. Ma soprattutto, sottolineano, la qualità tecnica del servizio è stata censurata su diversi fronti: perdite idriche, fanghi, e trattamento dei reflui.

Proprio su quest’ultimo punto viene citato il caso Andora. Secondo la delibera, è stata definitivamente accertata dalla Corte di Giustizia Europea la violazione della normativa UE sul trattamento dei reflui. “Eppure – denunciano Assoutenti e Onda Ligure – gli utenti continuano a pagare un servizio non conforme. Per questo chiediamo il ritiro del Decreto n. 7/2025 del Commissario ad Acta che ha escluso ogni rimborso alla cittadinanza andorese”.

La partita resta anche politica. Le associazioni contestano la persistenza della gestione commissariale dell’Ato imperiese in capo a Claudio Scajola, nonostante – ricordano – gli impegni presi dalla Regione Liguria per il suo superamento entro maggio 2025. “È un’anomalia – concludono – e chiediamo al presidente Marco Bucci la revoca immediata della struttura commissariale”.