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Presidio dei comitati fuori dalla sede di Rivieracqua

Gli attivisti del Comitato Difesa Acqua Pubblica in piazza per la mancanza di trasparenza sulla gestione dei Comuni ex Ireti. De Pasquale: «Utenti all’oscuro sulle tariffe, ignorate le nostre richieste»

Sanremo. Sabato 12 luglio, dalle 10 alle 12, gli utenti del servizio idrico sono chiamati a un presidio davanti alla sede di Rivieracqua a Bussana. L’iniziativa è promossa dal Comitato Difesa Acqua Pubblica per protestare contro la richiesta dell’aumento degli stipendi dei vertici della società, ma anche per chiedere maggiore trasparenza e rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2011, che sanciva l’importanza di una gestione pubblica, equa e partecipata dell’acqua.

La mobilitazione arriva in un momento di particolare tensione tra il comitato e la dirigenza di Rivieracqua. A inasprire il clima, il mancato dialogo rispetto alla recente acquisizione da parte del gestore unico di una dozzina di Comuni del Ponente, precedentemente serviti dalla società Ireti. Dal 1° luglio questi territori sono ufficialmente passati sotto la gestione di Rivieracqua, ma – denuncia il comitato – «gli utenti non sanno ancora nulla sulle tariffe che verranno applicate, né sulle modalità del servizio».

Il presidente del comitato, Luca De Pasquale, afferma: «Sono state inviate due email, il 25 e il 26 giugno, per chiedere chiarimenti sulla situazione dei Comuni coinvolti nella transizione. Le richieste riguardavano la struttura tariffaria, l’eventualità di conguagli retroattivi e la trasparenza del passaggio. Alla prima email non è arrivata risposta. Alla seconda, dopo un sollecito, Rivieracqua ha risposto, ma senza fornire alcuna informazione concreta». A oggi, afferma De Pasquale, «gli utenti sono ancora completamente all’oscuro».

«Credo che dopo l’esposto presentato nei mesi scorsi, Rivieracqua non abbia più intenzione di dialogare con noi – spiega il presidente –. Ma dimenticano che noi non siamo solo un comitato riconosciuto: siamo anche utenti, ed è un nostro diritto sapere cosa ci aspetta. La Carta dei servizi prevede il confronto con i comitati e le associazioni su tutto ciò che riguarda la gestione del servizio idrico integrato. Invece, oggi, da Rivieracqua non arrivano più risposte». Secondo gli attivisti, inoltre, ci sarebbero gravi criticità anche in merito alla fatturazione: viene chiesta la sospensione delle bollette retroattive per gli anni 2022 e 2023, almeno fino a quando Arera non avrà completato le verifiche sugli atti amministrativi della società. Un’istanza sollecitata anche dal difensore civico regionale e già sostenuta da una sospensiva emessa dal giudice di pace.

Generico luglio 2025