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Sindaco Scajola: «La banchina è la fotografia di una realtà sottoutilizzata»

Imperia. «Solo partendo dai fatti e non dalle nostalgie si possono assumere decisioni giuste sulle scelte strategiche. Il porto commerciale di Oneglia è sottoutilizzato, la banchina per gran parte dell’anno è semivuota e il traffico si limita a pochi attracchi sporadici. La stessa compagnia portuale, che in passato aveva un ruolo importante, oggi è composta da quattro soci e non ha un’attività costante. È un’amara constatazione: gran parte di quel lavoro portuale è diventato assistenzialismo, con pochissimi lavoratori che di fatto vivono grazie a sussidi pubblici. Se il porto funzionasse davvero, perderebbero persino i sussidi».

Sono le parole del sindaco Claudio Scajola, intervenuto questa sera in consiglio comunale durante la discussione sulla proposta da inviare alla Regione Liguria per l’adeguamento tecnico-funzionale del piano regolatore portuale.

Scajola ha chiarito che «Non stiamo cancellando la funzione commerciale del porto, ma rendendo più flessibile l’utilizzo della banchina oceanica. Le merci potranno essere scaricate e movimentate senza strutture fisse, come avviene ormai in molti porti liguri e italiani. Oggi le nuove concessioni vengono rilasciate tutte senza strutture permanenti: è un modello che sta crescendo ovunque».

Il sindaco ha poi annunciato contatti avanzati con una compagnia interessata ad attraccare a Imperia: «Significa ricadute economiche per gli operatori portuali, i servizi locali, negozi e ristoranti. Lavoro vero e non assistito: ci stiamo lavorando. Non vogliamo escludere nessuno, ma aprire nuove strade. Se nella fase di transizione qualche addetto dovesse temere per il proprio posto, il Comune si impegna a tutelarne l’occupazione. Questa è una scelta di sviluppo, non una rinuncia».

Forte la presenza di portuali e sostenitori, sia all’esterno del palazzo comunale sia all’interno dell’aula consiliare, per seguire il dibattito, alcuni dei quali fatti allontanare dall’aula. Gli stessi successivamente hanno intonato la canzone “Fischia il vento” di Felice Cascione. La proposta in discussione non elimina la funzione marittima, ma stabilisce, come dichiarato dalla maggioranza, che eventuali strutture per la movimentazione delle merci siano mobili, così da garantire maggiore flessibilità nelle concessioni future.

«Questa situazione è stata oggetto di una evidente strumentalizzazione politica – ha dichiarato il vicesindaco Giuseppe Fossati –. Non va affrontata così, ma ragionando in modo corretto, senza pregiudizi e senza preconcetti. La modifica prevede soltanto che non possano esserci strutture fisse: è l’unica novità. Oggi le concessioni demaniali sono scadute non per decisione del Comune, ma perché lo stabilisce la legge».

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Ivan Bracco: «Chiediamo il ritiro della pratica e l’apertura di un tavolo condiviso. Se l’amministrazione lo farà, bene, altrimenti si esporrà a ricorsi che andranno avanti per anni davanti ai tribunali amministrativi. In sede di commissione avevo chiesto che fosse data una risposta, positiva o negativa, prima del consiglio, ma come sempre non è arrivata. Io non ho portato polemica, ma un documento, un progetto e una proposta. Non siamo contrari a una revisione, ma è chiaro che togliere i “silos” significa far morire chi vive di questo lavoro».

Intervenuto anche il consigliere Lucio Sardi: «Volete portare un’attività a zero e sperare che gli imperiesi si accontentino di quello che resta. Questa è un’azione strumentale e questo è l’obiettivo: azzerare un settore che andrebbe invece difeso. È la dimostrazione di una visione miope».

A termine di una accesa discussione, la paratica è stata approvata.