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Polemica su autovelox a Ventimiglia, minoranza: «Spegneteli, cittadini non devono pagare errori altrui»

La discussione sorta durante il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, per un totale di 11 mila euro di cui 4 mila legati ai misuratori di velocità

Ventimiglia. «Spegnete questi autovelox». A chiederlo nuovamente è il consigliere Alessandro Leuzzi, intervenuto durante la seduta del consiglio comunale nel corso della discussione del riconoscimento dei debiti di fuori bilancio, per un totale di 11 mila euro, di cui 4 mila riconducibili proprio alle spese legate ai misuratori di velocità.

Sono circa 500 i ricorsi presentati finora dai cittadini al Giudice di Pace, che ha puntualmente respinto gli appelli del Comune, condannandolo anche al pagamento delle spese legali in quanto gli autovelox risultano non omologati, rendendo inefficaci le sanzioni elevate tramite questi dispositivi.

«Oggi ci viene chiesto di approvare un debito fuori bilancio legato anche all’annullamento di multe fatte con autovelox che, lo sapevamo bene, non erano omologati. È un problema serio che l’amministrazione conosceva da tempo. Un errore noto, ma ignorato. Non è successo all’improvviso eppure non sono stati spenti, non è stata avvisata la società che li gestisce, non è stato fatto nulla per evitare che il Comune finisse a pagare spese legali e rimborsi. È un debito che nasce da una scelta sbagliata, quindi non possiamo approvare una spesa che si poteva evitare – è intervenuto il consigliere Nico Martinetto –. Se continuiamo a ignorare il problema qualcuno dovrà risponderne, e non saranno i cittadini a dover pagare per errori altrui. Serve trasparenza e rispetto verso i cittadini, per questo motivo voterò contro», ha concluso, chiedendo che la delibera venga trasmessa alla Corte dei Conti.

Dello stesso avviso il collega Sismondini, che ha espresso forte preoccupazione per l’impatto economico della vicenda: «Assurdo che i cittadini debbano pagare per questi velox e debba rimetterci la comunità. Da tempo siete a conoscenza di questo fatto. Ad oggi abbiamo ricevuto non tantissimi ricorsi, ma se il problema continuerà ad aumentare, non so come possiamo uscirne. Cerchiamo delle soluzioni, sono preoccupato per il bilancio del nostro Comune».

Il consigliere Leuzzi ha poi rincarato la dose: «La vostra idea è quella di mettere oggi le mani nelle tasche dei cittadini. Sperate che qualcuno caschi nella rete per fare venti metri di marciapiede? Non è scontato che la Corte dei Conti non si interessi e non venga a cercarvi. Spegneteli e riaccendeteli quando le cose saranno più chiare».

Dalla maggioranza, però, arrivano anche posizioni favorevoli: «Quando non c’era, su quella strada si verificavano incidenti mortali. Ora non più – ha dichiarato il consigliere Di Marco –. Anche io ho preso delle multe e le ho pagate. Quella strada è pericolosa: lasciatelo, perché è un salvavita».

A fare chiarezza è intervenuto il sindaco Flavio Di Muro, che ha voluto contestualizzare l’entità dei debiti in discussione e le responsabilità: «Parliamo di 11 mila euro di debiti fuori bilancio, di cui 7 mila derivano da una sentenza per una violazione del diritto d’autore risalente all’amministrazione Scullino. Votare contro questa delibera crea un precedente pericoloso. Chi subentra eredita anche gli errori delle amministrazioni precedenti. È inusuale votare contro, anche perché il tema autovelox è marginale in questo caso».

Il sindaco ha poi ricostruito l’origine del problema: «I velox non sono stati voluti da me. Sono stati installati nel 2021 su decisione della precedente amministrazione. Noi ci siamo limitati a rispettare la legge e le sentenze. La nuova normativa nazionale non risolve il problema, ma ha imposto un censimento che abbiamo completato, così come gli interventi tecnici richiesti alla società Safety21. Non ci è mai stato imposto di spegnerli. Se lo facessimo ora senza una motivazione solida, rischieremmo una causa per inadempienza contrattuale. Personalmente, preferisco i dossi rialzati ai velox. Se fosse dipeso da me, li avrei messi nei centri abitati di Trucco e Latte, ma la scelta non era nelle mie mani. Tuttavia, è un dato di fatto che da quando sono stati installati la mortalità stradale è calata sensibilmente».

I toni del dibattito si sono accesi in apertura della discussione: la minoranza ha abbandonato momentaneamente le postazioni per sedersi tra il pubblico, in segno di protesta contro l’atteggiamento di alcuni consiglieri di maggioranza che si sarebbero allontanati dall’aula in un momento cruciale della seduta “per andare in bagno”, suscitando indignazione e tensione tra i banchi dell’opposizione.