«La Resistenza oggi si fa con il pensiero»: Chiara Francini conquista San Lorenzo al Mare
E sul Festival di Sanremo sorride: «L’anno prossimo… no, credo di aver già dato»
San Lorenzo al Mare. «La Resistenza oggi si fa con lo spirito critico, con la capacità di analisi, l’antitesi della superficialità». Con queste parole Chiara Francini ha incantato il pubblico della rassegna Due parole in riva al mare, trasformando la presentazione del suo nuovo romanzo Le querce non fanno limoni in un momento di riflessione collettiva e intensa partecipazione emotiva.
L’attrice e scrittrice toscana è stata protagonista ieri sera, mercoledì 16 luglio, di uno degli incontri più attesi della XIV edizione del festival letterario organizzato sulla banchina dell’hotel Riviera dei Fiori. Al suo fianco, la critica d’arte Francesca Bogliolo, che ha condotto il dialogo con sensibilità e ritmo, tra memoria, femminilità e coscienza civile.
Francini ha raccontato il romanzo – edito da Rizzoli – come se fosse una creatura viva, carica di significati. Le querce non fanno limoni è la storia corale di Delia, ex partigiana, e di un luogo simbolico, il Cantuccio: rifugio fisico e insieme metafora di un’Italia che resiste e si ricostruisce. Una narrazione che attraversa cinquant’anni, dalla guerra agli anni di piombo, muovendosi tra Firenze e Campi Bisenzio, dando voce a un’umanità ferita e tenace.
«La grandissima opportunità è stata quella di scrivere un romanzo storico – ha spiegato Francini – perché permette di approfondire fatti ineludibili, ma anche di creare, di parlare alla pancia delle persone restando ancorati a eventi che hanno cambiato radicalmente l’Italia e gli italiani.»
Una riflessione profonda anche sul valore del pensiero critico: «La realtà è un fatto complesso, e riprenderla richiede cura e profondità. Semplificarla male è pericoloso: il pensiero è il modo più rapido per farlo morire. E quando il pensiero muore, la scelta è più rapida.»
Nel libro trovano spazio anche il contesto delle Brigate Rosse e della lotta armata: «C’è una parte di diario che racconta la vita della protagonista dal 1915, attraverso il fascismo, la guerra e poi il 1973, che è il presente del romanzo. Un’epoca profondamente politizzata, con personaggi coinvolti nella lotta armata.»
Quando le è stato chiesto un possibile ritorno al Festival di Sanremo, Francini ha risposto con un sorriso: «L’anno prossimo, insomma… no, credo di aver già dato.»
Applausi, sorrisi, silenzi attenti: la serata ha lasciato il segno. Complice la location affacciata sul mare e l’autenticità dell’autrice, quella che si è vissuta a San Lorenzo al Mare non è stata solo una presentazione, ma un piccolo atto collettivo di resistenza culturale.






