Imperia ricorda il capostazione Zamprogno e le vittime civili di guerra con due targhe
Il presidente della toponomastica Sappa ha citato Churchill: «La guerra non è un gioco, è una tragedia dal costo umano incalcolabile»
Imperia. Questa mattina nel piazzale della stazione ferroviaria si è svolta la cerimonia di scoprimento delle targhe viarie dedicate a Ermenegildo Zamprogno, capostazione insignito della medaglia d’argento al valore civile, e alle Vittime civili di guerra, in ricordo dei sacrifici compiuti nei conflitti del XX secolo e di tutte le guerre che ancora oggi insanguinano il mondo.
L’iniziativa ha voluto rendere omaggio a una figura simbolo di coraggio e dedizione, come Zamprogno, e insieme onorare la memoria delle vittime innocenti di ogni guerra, riaffermando il valore della pace e del rispetto per la vita.
Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, oltre a cittadini che hanno voluto partecipare a questo momento di memoria e riflessione collettiva.
«Zamprogno era capostazione a Diano Castello, nel periodo della guerra. Con un gesto eroico riuscì a salvare molte vite durante un pesante bombardamento anglo-americano: nelle vicinanze c’era una zona industriale e un treno armato carico di munizioni. Grazie al suo coraggio, riuscì a farlo rifugiare dentro una galleria, evitando così un gravissimo pericolo per l’intera comunità» ha ricordato il sindaco Claudio Scajola.
«A Zamprogno, all’epoca, era stato dedicato il sottopasso della stazione. Oggi, con la nuova rigenerazione urbana e i grandi cambiamenti che hanno interessato la città, quel sottopasso non esiste più. Per questo si è deciso di intitolargli l’arco davanti all’attuale stazione unica di Imperia, come riconoscimento verso una persona che si è distinta per coraggio e spirito di servizio» ha sottolineato il primo cittadino.
Accanto a questo spazio, nello slargo adiacente alla stazione, un’area è stata dedicata anche alle vittime civili di guerra, che furono numerosissime. «In Italia se ne contarono circa 85-90 mila, e anche nella nostra città furono tante. Con la commissione toponomastica, presieduta da Luigi Sappa, abbiamo così deciso di intitolare queste due aree per rendere omaggio sia a Zamprogno sia a tutte le vittime civili di guerra» ha concluso Claudio Scajola.
«La nascita e la restituzione dell’Associazione Nazionale delle Vittime di Guerra – costituita proprio in quegli anni e successivamente riconosciuta come ente morale – ha avuto nel tempo importanti attestati di stima: due medaglie d’oro, conferite anche a Zamprogno e a Gavi, e la medaglia d’argento al valore militare. L’Associazione ha contribuito, negli anni, a mantenere vivo il ricordo non solo degli eroi, ma di tutti i caduti», ha ricordato il presidente della commissione toponomastica Luigi Sappa.
«In Italia le vittime furono circa cinquemila, e qui ne abbiamo contate molte, soprattutto nel territorio imperiese. Si tratta dunque di un riconoscimento dovuto e sentito, legato a una memoria che non può essere dimenticata. Vorrei concludere citando un pensiero di Winston Churchill, che – non da vincitore – ricordava come la guerra sia sempre un orrore. La guerra non è un gioco: è una tragedia il cui costo umano è incalcolabile. Oggi, come allora, abbiamo il dovere di ricordarlo».





