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Il fallimento Fin.Im. si gioca l’ultima chance, ricorso in Cassazione per i risarcimenti negati

Atto finale della battaglia giudiziaria scaturita dalla mancata realizzazione del porto turistico

Ospedaletti. La saga del mancato porto turistico di Baia Verde a Ospedaletti si arricchisce, se così si può dire, di un nuovo capitolo giudiziario. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, il fallimento Fin.Im, l’ex società legata al nome del compianto imprenditore di Bordighera, Mauro Mannini, ha deciso di giocarsi l’ultima carta: il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Genova, che lo scorso 12 febbraio aveva confermato il no ai maxi risarcimenti chiesti contro il Comune, la Regione Liguria e altri enti pubblici coinvolti nella lunga vicenda.

La Fin.Im aveva inizialmente richiesto 155 milioni di euro, ritenendo di aver subito gravi danni dalla mancata realizzazione del progetto Parco & Marina Baia Verde, annullato nel 2013 da una sentenza del Consiglio di Stato. Ma sia il tribunale civile di Genova nel 2022 che la Corte d’Appello quest’anno hanno respinto tutte le pretese. Nonostante ciò, i legali del fallimento non si arrendono. Il 20 maggio è stato notificato al Comune il ricorso per Cassazione. A fronte di ciò, l’amministrazione guidata dal sindaco Daniele Cimiotti ha confermato la propria intenzione di costituirsi anche in quest’ultimo grado di giudizio, affidando nuovamente la difesa all’avvocato Corrado Mauceri, già incaricato per i precedenti due gradi.

Come si legge nella delibera comunale del 4 luglio, è stata stanziata una somma iniziale di 8.221 euro per l’incarico legale, su un preventivo complessivo di quasi 25 mila euro. Ma mentre il passato riemerge nelle aule dei tribunali, il futuro del porto resta in sospeso. Il Comune sta lavorando sull’iter per una nuova dichiarazione di pubblico interesse riguardante il progetto alternativo dello studio Alborno di Bordighera, promosso dalla Cem Spa, in collaborazione con Marina di Talao. Un procedimento che avrebbe già dovuto approdare in consiglio comunale da tempo, ma è frenato da ritardi dovuti alle richieste di integrazioni avanzate dagli uffici tecnici comunali e alla maturazione dell’accordo sulle opere da realizzazione in convenzione a scomputo degli oneri.