Caso Rivieracqua, il comitato per la difesa dell’acqua pubblica incontra la Provincia
Il portavoce Luca De Pasquale: «L’incontro c’è stato, ma le nostre osservazioni non sono state accettate»
Imperia. Non si placano le richieste di spiegazioni e di chiarimenti da parte dei cittadini nei confronti dei rincari dell’acqua stabiliti dalla Struttura Commissariale dell’ATO Idrico Ovest Provincia di Imperia, e dei disservizi riscontrati sulla rete idrica. Per questo motivo, nella mattinata di ieri si è tenuto un incontro presso la sede della Provincia di Imperia che ha visto coinvolti, da un lato, il direttivo del comitato per la difesa dell’acqua pubblica, e due rappresentanti del comitato del comune di Pieve di Teco, mentre dall’altro, la struttura commissariale della provincia, tra cui il presidente provinciale Claudio Scajola e il subcommissario Cecilia Brescianini.
Le delegazioni dei due comitati hanno presentato alle istituzioni le loro osservazioni – basate sul lavoro fatto dai legali ai quali si sono rivolti – riguardanti principalmente tutte le problematiche di natura tecnica riscontrate nell’ultimo periodo sulla rete di distribuzione dell’acqua, come perdite, depuratori, e fognature, e l’inefficienza della gestione amministrativa di Rivieracqua Spa (gestore del servizio idrico integrato in provincia), fatturazioni comprese. A tal proposito, inoltre, nel corso dell’incontro, i comitati hanno avanzato un’ulteriore proposta: seguire le linee guida di Francesco Cozzi, difensore civico regionale, il cui compito è proprio quello di tutelare gli interessi dei cittadini nei riguardi della pubblica amministrazione, sia a livello regionale sia a livello locale. Il dottor Cozzi, infatti, si è espresso sul caso delle bollette di Rivieracqua del ponente ligure solo poche settimane fa, e lo ha fatto tramite l’invio di un documento in cui si chiede a Rivieracqua e alla Regione di intraprendere le pratiche burocratiche per sospendere tutti i solleciti di pagamento inerenti ai conguagli degli anni anni 2022 e 2023 fino a quando Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, non avrà terminato l’istruttoria attualmente in corso riguardante la verifica delle tariffe di riferimento. La Provincia, dal canto suo, ha respinto tutte le istanze presentate dai due comitati.
«L’incontro c’è stato, ma le nostre osservazioni non sono state accettate.», afferma il portavoce del comitato di difesa dell’acqua pubblica Luca De Pasquale, «Tuttavia, noi, in qualità di comitato, stiamo terminando tutte le procedure per arrivare ai ricorsi finali da presentare al giudice di pace. Siamo già arrivati alla terza fase, ovvero quella delle conciliazioni. E dinanzi alla chiusura della provincia nei riguardi della nostra proposta, che non è altro che quella espressa dal difensore civico regionale, stiamo iniziando a pensare di avviare una contestazione di tutte le bollette, cioè anche quelle del 2024 e del 2025. Questo, ovviamente, sempre finché Arera non si pronuncerà ufficialmente sull’approvazione delle tariffe.»




