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Sanremo tra silver economy e turismo giovanile, l’ex convento rinasce ostello

Un investimento da 5 milioni rilancia il centro storico: 130 posti letto, spazi condivisi e accessibilità per tutte le età. Ponte tra memoria e futuro nel cuore della Pigna

Sanremo. Nel cuore più antico di Sanremo, alle spalle del Teatro Ariston e ai margini della Pigna, si sta scrivendo un nuovo capitolo urbano che unisce memoria storica e visione imprenditoriale. Il protagonista di questo ambizioso progetto è l’imprenditore dell’energia Walter Lagorio, già noto per operazioni analoghe nella Città dei fiori (ex tribunale, riqualificazione del Porto vecchio, Hotel Europa, per citarne solo alcuni, ndr),  che ha scelto di investire nella riqualificazione dell’ex convento dei Gesuiti e degli immobili adiacenti alla chiesa di Santo Stefano, trasformandoli in un moderno Ostello. Fino a qualche hanno fa si sarebbe definito “della gioventù”, dicitura oggi riduttiva per l’intervento in corso a Sanremo.

Attraverso la società Piemmequattro, Lagorio ha messo sul piatto circa 5 milioni di euro per dare vita a una struttura ricettiva accessibile e innovativa: un ostello da oltre 130 posti letto, articolato in camere indipendenti dotate di servizi igienici autonomi, pensate per famiglie e gruppi: saranno disponibili sul mercato a prezzi popolari. Un modello già collaudato a Firenze, dove l’imprenditore ha avviato un’analoga iniziativa all’interno di un ex convento riqualificato, pienamente operativo da un paio di anni.

rendering e storiche ex convento Gesuiti Sanremo

L’intervento in corso interessa uno degli immobili più complessi e simbolici del centro storico sanremese, vincolato dalla Soprintendenza alle Belle Arti. Il complesso – che abbraccia via Palazzo, piazza Cassini e strada privata Astraldi – ha origini nel XVII secolo e un passato da collegio dei Gesuiti. Le facciate, i cornicioni e i tetti, oggetto di anni di degrado e due ordinanze di messa in sicurezza, stanno ora rinascendo grazie all’opera dell’impresa Edilmatuzia di Sanremo, specializzata nel restauro di beni vincolati. Gli effetti estetici si stanno già facendo notare: via Palazzo ha recuperato una dignità architettonica da tempo sbiadita.

Viaggio nell'ex convento dei Gesuiti di Sanremo

Il progetto, redatto dallo studio Calvi Ceschia Viganò, prevede la creazione di spazi comuni interni – palestra, terrazze, cucina, bar – e l’abbattimento delle barriere architettoniche con l’installazione di un ascensore per disabili e una scala antincendio nel cortile posteriore. L’obiettivo dichiarato è quello di dare nuova vita a un complesso da decenni inutilizzato e riportarlo nel circuito urbano, turistico e culturale della città. Quella dell’ostello è una delle operazioni private più rilevanti incluse nel piano Pinqua per la riqualificazione del centro storico di Sanremo, un programma sostenuto dal ministero che sta portando circa 15 milioni di euro nella Pigna. Il recupero dell’ex convento, pur non accedendo direttamente ai finanziamenti pubblici, è considerato strategico per rilanciare il quartiere, duramente colpito da spopolamento, ma oggi al centro di un nuovo fermento. La relazione paesaggistica allegata al progetto parla chiaro: “Portare un centinaio di giovani alla Pigna significa inevitabilmente alzare la qualità urbana. Dove sono stati realizzati interventi di questo tipo, sono stati trainanti per lo sviluppo locale”.

rendering e storiche ex convento Gesuiti Sanremo

Dopo il completamento della prima fase – messa in sicurezza, recupero facciate e copertura – è già stata approvata la variante urbanistica che consente il cambio di destinazione d’uso da edificio scolastico-religioso a struttura ricettiva. Il passo successivo sarà l’approvazione definitiva del progetto edilizio per la costruzione delle nuove dotazioni, a cui seguirà la stipula di una convenzione urbanistica con il Comune di Sanremo. L’ex convento, a lungo simbolo di abbandono, si prepara dunque a diventare polo di attrazione per il turismo giovane e consapevole. Un ritorno alla centralità per piazza Cassini e una nuova linfa per la Sanremo, guardando a un target che punta a sradicare per l’estate 206 la nomea di una città votata sempre più alla silver economy.

Il progetto. La relazione tecnica curata dallo studio Calvi Ceschia Viganò illustra un intervento di straordinaria complessità. Il fabbricato, identificato al foglio 44 del catasto, è collocato tra via Palazzo, piazza Cassini e strada privata Astraldi e presenta un impianto strutturale articolato in sette livelli, tra cui due ammezzati e un seminterrato. Originariamente collegio dei Padri Gesuiti (XVII-XVIII secolo), l’edificio è stato modificato nel Novecento con l’inserimento di volumi secondari e superfetazioni, soprattutto sul lato nord.

Il progetto interviene su una struttura vincolata e ne prevede il recupero integrale con funzioni ricettive moderne. L’ostello sarà dotato di oltre 130 posti letto, con camere indipendenti e servizi interni. Saranno realizzati un ascensore per disabili e una scala antincendio esterna sul cortile. Particolare attenzione è dedicata alle facciate: la Scia presentata include il rifacimento del tetto, dei cornicioni e delle bucature, con materiali e cromie compatibili con il contesto. L’intonaco verrà rifinito a velatura e integrato con mostre dipinte alle finestre.

Secondo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, l’ex convento dei Gesuiti rappresenta un bene di interesse storico-artistico “particolarmente importante”. La struttura conserva numerosi elementi originali del XVIII secolo: volte a crociera, ampi saloni, corridoi monumentali e strutture murarie in pietra grezza. All’interno, rimangono visibili le tracce della vita collegiale, con ambienti destinati a camere, refettorio e biblioteca. La relazione storico-artistica chiarisce inoltre che l’edificio non ha subito trasformazioni sostanziali nella sua morfologia funzionale. Le alterazioni più evidenti, avvenute tra gli anni Sessanta e Novanta, hanno riguardato prevalentemente i corpi di servizio e le superfetazioni, che saranno oggetto di demolizione o riqualificazione, nel rispetto della stratificazione storica. L’intervento non solo conserva, ma valorizza l’identità dell’immobile, integrandolo in un contesto urbano e culturale rinnovato.

La relazione paesaggistica pone il progetto all’interno di una più ampia strategia di rigenerazione urbana sostenuta dal programma ministeriale Pinqua. L’area è collocata nel cuore del centro storico, lungo via Palazzo, in prossimità del teatro Ariston e di piazza Cassini. Un punto nevralgico oggi svuotato di vita dopo l’abbandono del convento e la cessazione delle funzioni liturgiche nella chiesa adiacente. Il progetto si propone come “motore di sviluppo” capace di invertire il processo di degrado urbano e sociale che ha colpito la Pigna. L’ostello sarà non solo un presidio fisico, ma anche un presidio sociale, capace di riportare giovani, famiglie e turismo accessibile nel quartiere. L’analisi paesaggistica sottolinea l’impatto positivo dell’intervento sulla qualità urbana: si prevedono benefici anche per il commercio locale, l’offerta culturale e la sicurezza percepita, grazie alla nuova funzione di presidio del territorio.

Generico giugno 2025

(In copertina e a centro testo immagini storiche, delle lavorazioni e un rendering. Qui sopra, a sinistra Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, in un’immagine ritrovata nel convento di piazza Cassini)