«Non mi interessa passare alla storia, voglio che i cittadini vivano meglio»
Oggi il primo anniversario dall’insediamento del sindaco Alessandro Mager: «Tanti imprevisti, massima attenzione alle manutenzioni. Sono orgoglioso di aver ottenuto l’aumento del contributo Rai»
Sanremo. La vittoria al ballottaggio contro ogni pronostico il 24 giugno. Due giorni dopo l’insediamento ufficiale a Palazzo Bellevue, con lo scambio della fascia tricolore ricevuta dalle mani dell’ex primo cittadino Alberto Biancheri. Momento di cui oggi ricorre l’anniversario. Il 16 luglio il primo consiglio comunale della sua vita in veste di amministratore pubblico e da sindaco. Sono trascorsi 365 giorni dalla vittoria di Alessandro Mager, l’avvocato in fascia tricolore. Un anno ricco di questioni da affrontare. A partire dai rifiuti, dall’imprevisto gara Festival e le grandi opere più o meno al palo: al nodo del palasport si è aggiunto quello del parcheggio interrato di piazza Eroi. Il restyling del Porto vecchio, i cui lavori sarebbero dovuti partire a maggio, ma si sono allontanati: «Entro la fine del 2026 partiranno». Questo è il primo annuncio della lunga intervista di bilancio del primo anno da sindaco che Mager ha concesso a Riviera24.it.
Ripartiamo dall’ultimo confronto a tu per tu. Era il 28 dicembre e facevamo il punto sui primi sei mesi, prospettive per l’anno a venire. Il tempo vola e siamo già al giro di boa. Si parlava di metà 2025 come periodo buono per la partenza dei lavori di riqualificazione straordinaria del Porto vecchio e per la ripartenza del cantiere del palazzetto. Non ci sono né l’uno e né l’altro, anzi, si ci è messa di mezzo anche piazza Eroi. Questa delle grandi opere è un’eredità scomoda? «Partiamo dal porto. Ci sono da mettere a posto ancora dei punti. Durante la campagna elettorale avevamo detto che avremmo ascoltato tutti i soggetti interessati. Lo abbiamo fatto. I tempi non dipendono sempre da noi. A dicembre aspettavamo un nuovo layout perché il progetto aggiudicato non era piaciuto ai fruitori dell’approdo. La nuova configurazione è arrivata solo a fine marzo. Da lì è stato un susseguirsi di incontri. Questo per dire che non si sono viste ruspe ma la pratica si è mossa, non siamo stati inerti. Ho voluto la più ampia partecipazione possibile perché ritengo l’opera troppo importante per mandarla avanti senza il coinvolgimento dell’intera città. Ora, dobbiamo tirare le somme. Devo dire che a fronte di un progetto aggiudicato, c’è stato un atteggiamento molto responsabile da parte del soggetto promotore (Porto di Sanremo, srl – Reuben Brothers, ndr). C’è l’intenzione di non portare avanti un’opera che si metta contro gli interessi della comunità. Dopo aver coinvolto la Regione, credo che entro la fine di luglio il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Danilo Burastero, a capo del Settore lavori pubblici, arriverà a perfezionare l’iter in corso, all’esito del quale andremo a dare le linee guida per la redazione del progetto esecutivo». Sindaco, i lavori quando? «Verso la fine del 2026».
Ammesso e non concesso che per quella data sia terminato il parcheggio in piazza Eroi… «Deve essere così. Non aprirò altri buchi senza che prima siano chiusi quelli già fatti. Parlando da avvocato: la mia è una gestione da buon padre di famiglia. Piazza Eroi è un imprevisto che non ci aspettavamo di incontrare e se continuo a vederla solo sotto l’aspetto legale, non saprei dire cosa accadrà esattamente. L’impresa Cea (Cooperativa edile appennino, ndr) che ha in affidamento i lavori è un colosso. Per loro quello di Sanremo è un cantiere di modeste dimensioni, se parametrato alle commesse che hanno per grandissime aziende come Poste italiane e Terna. Attualmente sono in una fase delicata, con un piano concordatario avviato e che speriamo venga rispettato. Come Amministrazione siamo molto vigili. Non escludiamo che se i lavori non progredissero, valuteremmo le vie giudiziarie. Ci aspettiamo però un cambio di passo da parte del soggetto finanziatore, Iccrea Banca Impresa, perché sono loro che hanno sottoscritto un contratto con il Comune. Gli stessi che hanno finanziato il palasport di Pian di Poma. Se non dovesse arrivare una svolta, attiveremo la clausola che assegna al nostro ente la facoltà di chiedere un cambio dell’impresa esecutrice. Concludo sull’argomento, tenendoci a precisare che nessuno della mia Amministrazione ha responsabilità per quanto sta accadendo. Il progetto e lo schema contrattuale del leasing sono stati approvati all’unanimità dal vecchio consiglio comunale. Ciò non toglie che sia una questione per la quale non dormo la notte».
Ad onore del vero qualcuno c’era… L’assessore ai Lavori pubblici sempre quello è. «Si è vero, qualcuno c’era». A proposito, il fronte più scoperto dell’attuale Amministrazione sembrano essere proprio le opere pubbliche, che faticano a progredire. Ieri le opposizioni hanno chiesto la convocazione di un consiglio straordinario per fare chiarezza sullo stato delle cose. «I cantieri aperti sono innumerevoli. Quando emerse la possibilità del Pnrr, gli Uffici si dettero da fare immediatamente per ottenere più finanziamenti possibili. Ne hanno ottenuti per circa 40 milioni di euro, investiti in interventi che andremo a concludere entro la fine del 2026. Il personale addetto a questo tipo di servizio è quantitativamente insufficiente, pur se qualitativamente valido. Scontiamo l’impossibilità di rimpolpare i ranghi del terzo piano (il piano dei Lavori pubblici, ndr)». Mager prosegue: «Poi, c’è il sistema Italia per gli appalti. Il codice impone che si facciano le gare, tranne per gli affidamenti sotto la soglia dei 150 mila euro, che faccio presente oggigiorno non bastano nemmeno più per un campo da bocce. Non possiamo riaffidare i lavori alle stesse imprese, pur quando queste dimostrano di eseguirli a regola d’arte. Con le gare al massimo ribasso arrivano ditte da fuori, che avviano i cantieri e spesso li abbandonano. Bisognerebbe avere una squadra di controllori, ma manca il personale e ciò si ripercuote sul risultato finale. Comunque molte opere sono in dirittura d’arrivo. Ne andremo a inaugurare tante. Non taglierò nastri ma si vedranno i cambiamenti positivi». Non l’abbiamo citato esplicitamente eppure credo che sia il caso, visto che la responsabilità penale è personale. Inchiesta sui conti di Rivieracqua e indagine a carico dell’assessore Massimo Donzella per fatti risalenti al 2016, quando ricopriva il ruolo di presidente del consorzio idrico. In caso di rinvio a giudizio, ne chiederà le dimissioni?«E’ un’ipotesi che non ho ancora considerato», – taglia corto il sindaco -.
Un anno di mandato. Cosa rivendica? «Un enorme impegno. La mia totale dedizione. Da quando sono stato eletto chiunque abbia chiesto di parlarmi è stato ricevuto. Vado in giro per la città. Mi piace il contatto con le persone e voglio vedere dal vivo le cose che non vanno e che dobbiamo risolvere». Un obiettivo concreto? «Non mi piace sparare fumo per nascondere la polvere sotto al tappeto. Io non voglio passare alla storia per le grandi opere, mi interessa di più migliorare la qualità della vita quotidiana dei sanremesi. E su questo abbiamo fatto molto, ma dobbiamo fare di più. Asfalti, marciapiedi, buche. A breve potenzieremo la squadra di pronto intervento, un’altra promessa mantenuta. Ai tre operai assunti ne andremo ad aggiungere un quarto per formare due squadre distinte». Ah, la visione… «Nella mia testa ho la Sanremo del futuro, partendo anche dalla riqualificazione straordinaria di piazza Colombo: così non può rimanere. Tuttavia, mi rendo conto che in questa situazione non possiamo iniziare con altre grandi opere. Si apriranno nuovi buchi quando finiremo i lavori laddove sono già stati scavati».
E poi c’è il Festival… «Da questo punto di vista, sono orgoglioso di aver servito bene Sanremo, portando un maggiore introito per le casse comunali. Ci tenevo tantissimo. Quando è arrivata la sentenza del Tar Liguria, che ha annullato le convenzioni con Rai, ammetto che mi sono tremate le gambe. Ho pensato: dopo 75 anni proprio a me doveva capitare… Ma l’abbiamo affrontata al meglio. La mia professione mi ha insegnato a mantenere i nervi saldi. Ho mantenuto la tranquillità, perché sapevo che sarebbe andata a finire bene. In quello che abbiamo fatto la città ci è venuta dietro e ne siamo usciti tutti più forti. Tra pochi giorni vedremo i termini della proposta di Rai, ma al 99% il risultato è raggiunto».
Tornando alle grane, nell’ultima intervista di dicembre aveva detto che di questo periodo sarebbero dovuti riprendere i lavori del palazzetto di Pian di Poma… «Entro il 10 luglio avremo il parere consultivo del comitato tecnico, richiesto per stabilire il giusto sovrapprezzo che il Comune può riconoscere alla nuova impresa esecutrice. Se sarà una cifra compatibile, andremo avanti. Altrimenti azzereremo la situazione. Non escludiamo una gara d’appalto per il completamento dei lavori con risorse proprie».
Con il senno del poi si sarebbe candidato? «La famosa eredità è un fardello pesante. Alcuni intoppi non erano prevedibili. Piazza Eroi, per esempio, è filata liscia quasi fino al nostro insediamento. La vicenda Festival l’abbiamo superata bene. Ragionamenti ex post non ne faccio. Istintivamente direi di sì». Sempre con il senno del poi, l’accordo con Fulvio Fellegara l’avrebbe chiuso prima di risultare indietro di 10 punti percentuali rispetto al suo avversario diretto, Gianni Rolando? «Non c’erano i presupposti per farlo prima. Ne avevamo parlato. Oggi, con Fellegara amministriamo nel rispetto reciproco e nella piena correttezza». Una giunta che potrebbe arrivare a fine mandato nell’assetto attuale? Vede, c’è sempre quella questione di Sanremo al Centro fuori dalla stanza dei bottoni per lasciare più spazio ad Anima… «Tra alleati si discute ma si va d’accordo. Si sta lavorando bene con tutti e sono stati portati avanti dei progetti. Abbiamo sviluppato una linea condivida senza connotati politici di nessun tipo. Siamo così aperti, che portiamo avanti anche le iniziative delle opposizioni. Le ritengo composte di persone ragionevoli, anch’esse senza pregiudizi nei nostri confronti».
(In copertina, a destra il sindaco Mager alle prese con le pratiche quotidiane. A sinistra, sopra il Porto vecchio, al centro piazza Eroi e sotto il “bustone” contenente l’offerta della Rai)







