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«Mai avuto dubbi su correttezza del mio operato», la testimonianza del tenente colonnello Giglio

Dopo l’assoluzione con formula piena, Riviera24.it ha contattato l’ufficiale, ex comandante della Compagnia Carabinieri di Imperia

Imperia. «Non ho mai avuto alcun dubbio sulla correttezza e sulla regolarità del mio operato, che si è sempre ispirato al rigoroso rispetto della normativa vigente e alla pedissequa osservanza dei principi deontologici e delle direttive di settore che sovraintendono i rapporti con la stampa. Mi spiace che qualcuno abbia avuto, viceversa, qualche, sia pure momentanea, “esitazione”».

A parlare, all’indomani dell’assoluzione con formula piena nel processo che lo aveva visto imputato, è il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri Pierluigi Giglio, che Riviera24.it ha contattato telefonicamente al termine dell’udienza in tribunale ad Imperia. Dopo qualche iniziale riluttanza, dovuta alla sua lealtà nei confronti della Benemerita, vista la nostra insistenza, il tenente colonnello ci ha portato a conoscenza dei suoi sentimenti.

Messo alla gogna con l’accusa, presunta, di aver rivelato ad un giornalista i risultati di un’operazione che aveva portato i carabinieri a scoprire l’autore di un atto vandalico contro auto in sosta in un parcheggio, l’allora comandate della Compagnia Carabinieri di Imperia è risultato completamente estraneo ai fatti: la sentenza di assoluzione pronunciata ieri dal giudice Anna Bonsignorio ha messo fine a una vicenda giudiziaria che lo aveva segnato nel profondo.

Nel corso della telefonata, l’alto ufficiale ha affermato: «Non ho mai smarrito, nonostante la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto, l’isolamento personale e professionale, protrattasi per ben due anni, la fiducia nell’Autorità giudiziaria, alla quale mi sono sempre accostato con spirito di proattiva collaborazione e nel rispetto dei differenti ruoli; né mai ho percepito indifferenza dalle Istituzioni, anzi, tengo a sottolineare la costante e straordinaria vicinanza dimostratami dai vari assetti del comparto sicurezza, prima fra tutte, dai colleghi e, all’unisono dall’Arma dei Carabinieri che, con i miei diretti Superiori, non mi hanno fatto mancare la loro solidarietà».

Non manca però, sottolinea, «una grande amarezza; mi duole, invero, aver lasciato, in quell’autunno scorso, dopo cinque straordinari ed irripetibili anni, ricchi di meravigliose esperienze umane, la città di Imperia e le tante “persone per bene” che ho avuto la fortuna di incontrare, con l’infamante ed esecrabile asserto di aver rilevato chissà quale segreto professionale». L’accusa nei confronti di Giglio, lo ricordiamo, era quella di aver comunicato ad un giornalista locale che i carabinieri, da lui diretti e coordinati, avevano scoperto l’autore di 38 danneggiamenti commessi su altrettante autovetture parcheggiate a Imperia.

«Ero certo che la Giustizia avrebbe fatto il suo corso; non ho mai dubitato che, ancora una volta, “tandem obtinet iustitia” – aggiunge -.Ho sempre ritenuto che la genuinità dei sentimenti, la mitezza nell’affrontare la complessità del quotidiano, il costante e il generoso rispetto dell’uomo, al di là del valore professionale di ognuno di noi, rappresentano un corollario imprescindibile per un Servitore dello Stato, qualunque sia la “giubba” e, per noi Carabinieri – come mi hanno insegnato alla Scuola Ufficiali più di 25 anni fa – la “cifra distintiva” che ci accompagna da secoli».

«E proprio a questi principi, agli irrinunciabili valori di lealtà e trasparenza, che mi sono sempre ispirato, indirizzando la mia azione di comando e tutte le interlocuzioni istituzionali esclusivamente al rigoroso rispetto di un unico “imperativo”: agire sempre con scrupoloso ed immenso senso di umanità al solo fine di tutelare – quel che costi – la sicurezza dei cittadini, stando sempre vicino agli ultimi e, parimenti fuggendo da esiziali protagonismi», ha aggiunto.

«Sono veramente grato di aver avuto la possibilità di esprimere, sia pure sommariamente ed attraverso l’irrituale mezzo telefonico, queste mie considerazione e prego questo Direttore di voler valutare l’opportunità di estendere questi miei sentimenti di profonda riconoscenza alle tante belle persone di Imperia che il buon Dio mi ha dato la possibilità di conoscere», conclude Giglio, che ringrazia «in modo particolare il mio difensore, l’avvocato Alessandro Moroni che mi ha assistito con straordinaria professionalità e grande umanità, sorreggendomi nei momenti bui».