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Le incompiute della pista ciclabile: l’ex sindaco D’Aloisio rilancia su biblioteca e parcheggio mai aperti

«Uno spazio culturale mai avviato e un’area da 50 posti auto»

Santo Stefano al Mare. Mentre tiene banco la discussione sul ponte ciclopedonale tra Taggia e Riva Ligure, riemergono altre opere incompiute legate al progetto “che fu” Area 24. A Santo Stefano al Mare, una biblioteca multimediale mai realizzata e un parcheggio da 50 posti chiuso da oltre vent’anni restano simboli di un’occasione mancata. A riaccendere l’attenzione è Sergio D’Aloisio, ex sindaco del paese, che oggi interviene come cittadino.

Quando venne istituita Area 24, ogni Comune partecipante alla ciclabile doveva contribuire con interventi specifici. Per Santo Stefano erano due. Il primo prevedeva la creazione di una biblioteca multimediale intitolata ad Andrea Doria, in piazzetta Europa, a pochi passi dal tracciato e dal centro storico. «Avevamo immaginato – racconta D’Aloisio – un punto di riferimento culturale e di aggregazione. Un luogo moderno, accessibile, al passo con le prime innovazioni digitali. Il progetto però è rimasto fermo alla fase iniziale, mai attuato».

Il secondo intervento riguardava la sosta. Poco sotto l’archivolto che collega il borgo alla via Aurelia, sotto la vecchia stazione ferroviaria, si trovano due aree: una con garage a pagamento, l’altra con circa 50 posti auto, realizzata più di vent’anni fa ma mai aperta. «Una struttura pronta e utile – sottolinea D’Aloisio – che solo in estate viene talvolta gestita in modo informale dalla spiaggia vicina, tramite un cartello scritto a mano: “Per informazioni rivolgersi a noi”. Un danno doppio: per i servizi e per le casse comunali. Anche con un canone minimo, quella struttura potrebbe garantire entrate preziose per manutenzione e decoro urbano».

Il tratto ciclabile Sanremo–Santo Stefano è stato tra i primi ad essere realizzati, già nel 1996. «Oggi – riflette D’Aloisio – buona parte del nostro turismo si muove su due ruote. Quel progetto ha dimostrato il suo valore, ma molte opere collaterali non sono mai state portate a termine». Nonostante, al momento, non ricopra più incarichi istituzionali, D’Aloisio racconta di aver più volte chiesto chiarimenti alle amministrazioni che si sono susseguite, in merito alla criticità del tratto locale. «Ad oggi – dice – nessuna risposta».