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Imperia, nuove testimonianze nel processo Maiolino: «Il sindaco chiedeva una soluzione»

In aula i tecnici del Comune ricostruiscono i rapporti con l’imprenditore: «Si trattava di una persona in difficoltà e i suggerimenti erano di aiutarla»

Imperia. Prosegue in tribunale il processo sul cosiddetto «caso Maiolino», che vede imputato per favoreggiamento il sindaco Claudio Scajola, in relazione ai presunti abusi edilizi commessi dall’imprenditore Antonio Maiolino su un terreno in via Airenti, a Caramagna, classificato come non edificabile.

Di fronte al giudice Francesca Eleonora Chiara Di Naro sono stati ascoltati nuovi testimoni, tutti funzionari comunali:  il geometra Claudio Bico, il geometra Paolo Ronco e l’ingegner Marco Marvaldi, dirigente del settore lavori pubblici.

Ascoltato il geometra Bico: «Maiolino era presente ed era da solo»
È stato sentito in aula il geometra Claudio Bico, che all’epoca dei fatti partecipò a un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale di Imperia il 15 giugno 2022. «Mi ricordo di aver redatto una relazione dettagliata a riguardo» ha riferito in aula. Ha aggiunto che non si trattava del primo controllo: «Ne erano stati fatti altri da un altro geometra, che aveva già documentato la situazione». A proposito della giornata in questione ha precisato: «Gli ispettori vennero via con me. Il signor Maiolino era presente ed era da solo».

Ronco: «Sanatoria improcedibile, mancavano i documenti»
Il geometra Paolo Ronco, in servizio all’epoca presso il settore urbanistica del Comune di Imperia, in merito alla richiesta di sanatoria da parte di Maiolino ha dichiarato: «Ho comunicato l’improcedibilità perché la domanda era sprovvista della documentazione di rito per poterla istruire. Che sappia io non c’è stata nessuna integrazione alla pratica».

Marvaldi: «Abbiamo dato le giuste indicazioni, ma ha fatto di testa sua»
«Ho conosciuto il signor Maiolino appena preso servizio nell’aprile 2021, perché il primo compito che avevo era far partire la pista ciclabile nel tratto di Cottadogno e tra le aree occupate c’era anche quella di Maiolino. Ci siamo visti un paio di volte in ufficio e in cantiere» ha raccontato Marco Marvaldi, dirigente del settore lavori pubblici del Comune dal 1° aprile 2021.

«L’area in questione era di appartenenza di Eni e Rfi, una porzione di terreno su cui Maiolino aveva in affitto la sua struttura. A settembre entrambe le società hanno disdetto il contratto, intimandogli di lasciare le aree entro tre mesi. Maiolino diceva di avere contratti di affitto, ma per quello che ho potuto capire non erano più validi, erano scaduti almeno dal 2013».

Il dirigente ha spiegato che ci fu un confronto costante con l’amministrazione, incluso il sindaco: «L’intento era quello di trovare una soluzione bonaria alla situazione. Ricordo che i consigli glieli avevamo dati buoni, ma lui poi faceva di testa sua. Gli abbiamo dato tutte le giuste indicazioni, ma siamo venuti a sapere che aveva fatto a modo suo».

L’incontro si tenne il 18 luglio 2022 in Comune e vi parteciparono il dirigente Calzia, l’ex comandante della municipale Bergaminelli e il sindaco Scajola: «In questa riunione ho ascoltato quale fosse il problema, ovvero trovare una soluzione ai limiti urbanistici. Non era più una questione di lavori pubblici. Il sindaco chiedeva di trovare una soluzione, consigliare noi una strada giusta se il professionista del privato eventualmente non la vede. “Trovatela voi una soluzione e mettetela in bocca ai tecnici di Maiolino”. Questo era il concetto».

Secondo quanto riportato da Marvaldi, Calzia spiegava che la situazione fosse ormai compromessa: «Maiolino si era infilato in un cul-de-sac. L’abuso era stato compiuto. La sanatoria è stata più volte presentata da Calzia come unica soluzione».

«Ammetto la mia ignoranza specifica nella materia, il mio contributo in tal senso sarebbe stato inutile. Il sindaco ha sempre manifestato le sue volontà in maniera chiara. Poi ognuno deve interpretare il livello della situazione. Si trattava di una persona in difficoltà e i suggerimenti erano chiari e semplici: aiutiamola, questa persona. Sapevo che avevo di fronte una persona in difficoltà, che ha bisogno di aiuto e di lavorare, anche colpita dalla scomparsa del figlio» ha concluso Marvaldi.

L’udienza si è svolta alla presenza del pubblico ministero Lorenzo Fornace e della difesa di Scajola, rappresentata dall’avvocato Elisabetta Busuito. Il processo continuerà con ulteriori audizioni e con la discussione il prossimo 19 settembre.