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Conio e Giuffra scrivono a Regione: «Non ci sono le condizioni per chiudere il ponte»

I sindaci dei Comuni interessati dai lavori di abbattimento e messa in sicurezza dell’Argentina pronti ad agire per scongiurare lo stop della ciclabile senza idonee garanzie. Il nodo passerella

Taggia. «Venerdì ho scritto a Regione Liguria chiedendo di rivedere le modalità di chiusura del ponte sull’Argentina. Ritengo che, allo stato attuale, non esistano le condizioni minime di sicurezza per procedere. Mancano, a mio avviso, una comunicazione chiara e una cartellonistica adeguata che possano giustificare l’interruzione del passaggio prevista per martedì. Mi auguro un ripensamento. In caso contrario, sto valutando l’adozione di misure più stringenti per garantire la sicurezza dei cittadini». A parlare è il sindaco di Taggia, Mario Conio, che, prima ancora dell’annuncio della manifestazione pubblica organizzata per chiedere maggiore trasparenza sull’intervento programmato tra Taggia e Riva Ligure, ha formalizzato le sue preoccupazioni per quanto sta per accadere, con una lettera inviata al Dipartimento regionale di Protezione civile nella quale chiede uno slittamento di 10 giorni (vedi in fondo). Un’iniziativa condivisa e firmata anche dal sindaco di Riva, Giorgio Giuffra.

La questione legata all’interruzione della pista ciclabile in corrispondenza del ponte sull’Argentina, interessato da un cantiere finanziato con fondi Pnrr per oltre 7 milioni di euro e gestito da Regione Liguria, è deflagrata nei giorni scorsi. A scatenare il malcontento è stata la comunicazione, ricevuta dai sindaci di Taggia e Riva, della decisione della Direzione regionale di accelerare i tempi dei lavori e di imporre la chiusura del ponte a partire dal 3 giugno. Una chiusura resa ancor più problematica dall’eliminazione, dal progetto originario curato dallo studio Rolando di Sanremo, della passerella provvisoria che avrebbe garantito la continuità del transito ciclopedonale. Senza questa struttura temporanea, si pone ora un interrogativo concreto: quale percorso potranno seguire i ciclisti diretti verso Ponente o Levante? Le alternative sono poche e poco sicure: l’unica possibilità è deviare sulla trafficata via Aurelia o affrontare un itinerario più tortuoso lungo via Argine Destro, per poi attraversare un altro ponte e rientrare sulla statale. Un tragitto tutt’altro che agevole, specie nei mesi estivi, quando la densità del traffico rende l’ambiente ostile per chi si muove su due ruote. La questione è stata sollevata ieri anche da Confesercenti, che ha chiesto un tracciato alternativo all’Aurelia per garantire la sicurezza dei ciclisti.

Da queste considerazioni ha preso forma la lettera congiunta firmata dai sindaci Conio e Giuffra. Solo pochi mesi fa, a gennaio, entrambi avevano accolto con entusiasmo l’approvazione da parte di Regione Liguria del progetto esecutivo per la demolizione e ricostruzione del ponte ciclopedonale sul torrente Argentina. Un entusiasmo oggi fortemente ridimensionato, nonostante il progetto miri a risolvere, entro un anno, un problema annoso che si trascina da oltre due decenni: la messa in sicurezza idraulica di una vasta zona compresa tra le due sponde, attualmente classificata come area a rischio allagamento. E dire che, al di là del fattore sicurezza, si sono attesi decenni per dare una risposta risolutiva a un contesto dove sono migliaia i metri cubi edificabili congelati dalla zona rossa in vigore. Una volta superato il nodo ambientale, tali aree potrebbero essere valorizzate, anche in chiave turistica e residenziale. In particolare, sul lato di Riva Ligure si guarda con interesse alle opportunità di sviluppo, dove già si profilano proposte ambiziose come quella dell’imprenditore dell’energia Walter Lagorio, intenzionato a realizzare un glamping, un campeggio di lusso pensato per coniugare comfort e natura. Per dirne un’altra, sulla sponda tabiese esiste un vecchissimo progetto – presentato dalla famiglia Negro per la costruzione di un albergo di otto piani -, rimasto confinato nel cassetto di qualche ufficio, anche perché allo stato dell’arte mancano gli strumenti urbanistici per eventualmente attuarlo.

A far traboccare il vaso della pazienza, è il fattore passerella. La scelta di Regione Liguria di cancellare il ponte provvisorio inizialmente previsto, un’opera che avrebbe garantito il transito ciclopedonale sul fiume durante i lavori estivi, non va giù ai sindaci. Elaborata dallo studio Rolando, la passerella è stata depennata a causa di esigenze economiche. Stando a quanto si apprende, le risorse previste nel quadro dell’appalto sono state quasi interamente assorbite da varianti in corso d’opera, in particolare per il complesso e costoso trasferimento delle linee fognarie. Un ostacolo apparentemente invalicabile aggravato dai vincoli stringenti legati ai fondi europei del Pnrr, che non consentono modifiche sostanziali né deroghe ai limiti di spesa stabiliti. Nel frattempo, la mobilitazione dei cittadini non si ferma. Il raduno spontaneo promosso da Jacopo Siffredi, ex consigliere comunale del gruppo di opposizione Progetto Comune Taggia, inizialmente previsto per questa mattina, è stato posticipato a domenica 8 giugno alle ore 10, per motivi di ordine pubblico: troppi i partecipanti previsti.

Generico giugno 2025