gufi, gatti e turismo
|Civezza, riapre la storica “Locanda del Gufo”. Il sogno di Adrian e Roxana nel paese delle cinque torri
Da un amore nato oltreconfine, una scommessa sull’entroterra e sull’ospitalità autentica
Civezza. C’è un sogno che torna a vivere tra i caruggi dell’entroterra ligure: la Locanda del Gufo riapre le porte, riportando luce in un luogo rimasto in silenzio per quasi dieci anni. A farlo rivivere sono Adrian e Roxana, due giovani che hanno scelto di costruire il proprio futuro tra queste mura, credendo nell’ospitalità, nei borghi e nei sogni condivisi.
A rendere speciale questa storia non è solo il coraggio di due ragazzi, ma anche i segni che la accompagnano. La locanda prende il nome da una civetta – per tutti, il «gufo» – che anni fa viveva proprio sotto il tetto della struttura. Un animale notturno, misterioso, da sempre simbolo di magia e protezione. La leggenda vuole che Dio, nel vederlo così strano, gli abbia fatto un dono: portare fortuna a chi lo accoglie senza timore. Così oggi, quel gufo è diventato l’emblema di una rinascita.
Ma c’è di più: l’edificio ha una lunga storia di accoglienza e solidarietà. Nel 1995 era una casa di riposo per anziani, creata grazie alla generosità della benefattrice signora Melissano, grande appassionata di Civezza e dei suoi gatti, che la lasciò in eredità per aiutare gli anziani bisognosi con un occhio di riguardo anche ai piccoli felini. Per gestirla fu istituita una fondazione dedicata. Con il tempo, l’immobile perse i requisiti strutturali richiesti per l’assistenza e il Comune acquistò l’ex convento delle suore in piazza San Marco – di proprietà della Chiesa – trasferendovi la residenza per anziani.
L’edificio in piazza Marconi, invece, continuò a vivere: per un periodo fu affittato alla scuola calcio Parma Calcio, che ospitava giovani promesse del pallone. Poi si trasformò in una struttura ricettiva alberghiera, con il nome di Locanda del Gufo, ottenendo ottime recensioni e una clientela affezionata. È proprio questo nome che Adrian e Roxana hanno voluto mantenere, in omaggio alla storia del luogo.
Adrian, artigiano, è arrivato dalla Romania nel 2013, ha fatto di Civezza la sua casa e nel 2021 ha ottenuto la cittadinanza italiana. Roxana, maestra, ha lasciato il lavoro e la famiglia nel suo Paese per raggiungerlo. Dopo il matrimonio, la scelta: restare e costruire qualcosa insieme. E da quel desiderio condiviso nasce il rilancio della Locanda.
Quando hanno visto che il Comune stava sistemando l’edificio, chiuso dal 2015, non ci hanno pensato due volte. Poco più che trentenni, hanno partecipato al bando e lo hanno vinto. Ora sono i custodi di un luogo che vuole essere molto più di un semplice bed & breakfast.
La riapertura della Locanda del Gufo è un segnale forte: che anche nei piccoli borghi dell’interno si può investire, accogliere, creare lavoro e bellezza. Il sindaco Maddalena Ricca lo ha detto chiaramente: «Una struttura così è importante per Civezza, valorizza il turismo, migliora l’immagine del paese e offre nuove opportunità». La prossima settimana i aragzzi sono già pronti ad accogliere i primi ospiti, e sabato scorso oltre 150 persone hanno partecipato all’inaugurazione ufficiale, segno che il paese aspettava da tempo questo ritorno.


