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Accusato di aver passato una notizia a un giornalista di Imperia, assolto il tenente colonnello Giglio

Assolti anche gli altri due ufficiali finiti a processo

Imperia. Il giudice del tribunale di Imperia Anna Bonsignorio ha assolto con formula piena il tenente colonnello dei Carabinieri Pierluigi Giglio, ex comandante della compagnia carabinieri di Imperia, finito a processo con l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio per aver, secondo la pubblica accusa, “passato” una notizia, ancora coperta da segreto istruttorio, ad un giornalista locale: ovvero per aver dichiarato che i carabinieri avevano scoperto l’autore di atti vandalici ai danni di trentotto auto in un parcheggio imperiese.

L’alto ufficiale dell’Arma, ora Comandante del Reparto Comando della Scuola Allievi Carabinieri presso la prestigiosa caserma “Cernaia” di Torino, si è sempre proclamato innocente. Ma il giornalista, chiamato a rivelare la sua fonte, si era avvalso del segreto professionale, aggiungendo però che la notizia non gli era arrivata dai carabinieri.

D’altronde, i testimoni diretti del fermo del giovane vandalo erano stati numerosi: oltre alle forze dell’ordine, infatti, erano intervenuti militi del 118, con personale sanitario e ambulanza, e il tutto si era svolto sotto gli occhi di numerosi cittadini, che in un Comune piuttosto piccolo come quello di Imperia, conoscevano l’arrestato.

Assolti, insieme a Giglio, anche il capitano Maurizio Mistretta, ex Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile, e il tenente Roberto Milano, ex comandante della sezione operativa, che invece erano stati accusati di favoreggiamento per aver “coperto” Giglio.

Un caso, quello dei tre ufficiali finiti a processo, che aveva avuto ampia rilevanza mediatica visto il ruolo da essi ricoperto, e che aveva gettato fango sulle loro persone, in primis, e di riflesso, sull’Arma provinciale dei carabinieri. Anche perché, a onore di cronaca, nessuno aveva mai reso noto il vero motivo dell’inchiesta e l’iter processuale che ne era seguito.

Oggi, a oltre due anni dai presunti fatti, il processo ha restituito dignità ai militari, assolti da ogni accusa. Lo stesso pm Lorenzo Fornace, al termine della propria requisitoria, aveva chiesto il proscioglimento per Pierluigi Giglio e Roberto Milano, in quanto non era emersa alcuna prova che fosse stato l’ex comandante a divulgare la notizia come invece inizialmente prospettato. Per Mistretta, invece, il pm aveva chiesto una condanna a sei mesi.

Pierluigi Giglio era difeso dall’avvocato Alessandro Moroni, mentre gli altri due ufficiali erano rappresentati dai legali Alessandro Mager e Claudio Mastrogiorgio.