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Vittorio Sgarbi non si presenta in aula: al centro del caso un quadro da 5 milioni

Il critico d’arte è imputato per esportazione illecita di beni culturali. Al centro del processo il «Concerto con bevitore» di Valentin de Boulogne

Imperia. Era atteso in aula per rispondere dell’accusa di esportazione illecita di beni culturali, ma Vittorio Sgarbi questa mattina non si è presentato al tribunale di Imperia per l’udienza predibattimentale a suo carico. A rappresentarlo, davanti al giudice Eleonora Billeri, c’erano i suoi legali, gli avvocati Giampaolo Cicconi e Alfonso Furgiele, che hanno sollevato un’eccezione di incompetenza funzionale. L’istanza è stata accolta e il giudice ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero. L’udienza sarà dunque fissata nuovamente in data da stabilirsi.

Al centro del procedimento giudiziario c’è il dipinto «Concerto con bevitore» del pittore seicentesco Valentin de Boulogne, un’opera del valore stimato di 5 milioni e 500 mila euro, che sarebbe stata trasferita all’estero senza la necessaria autorizzazione ministeriale, ovvero l’attestato di libera circolazione o una licenza di esportazione.

Insieme a Sgarbi sono imputati anche Sabrina Colle, amministratore unico della società Hestia Srl, e due collaboratori: Gianni Filippini e Maria Caradonna.

Secondo l’accusa, Sgarbi avrebbe incaricato Colle di occuparsi della valutazione e successiva vendita del dipinto, pur essendo consapevole della mancanza dei documenti richiesti. La Colle, in sua vece, avrebbe siglato un contratto di deposito e vendita, con il supporto di Filippini che avrebbe organizzato la spedizione dell’opera oltreconfine.