“Un albero per il futuro”, a Ventimiglia piantato il Ficus del giudice Falcone
Come simbolo di legalità, memoria, ma anche di tutela ambientale e lotta contro i cambiamenti climatici
Ventimiglia. Questa mattina ha preso forma anche a Ventimiglia il progetto nazionale “Un albero per il futuro”, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica e realizzato con il supporto dei Carabinieri della Biodiversità. L’iniziativa prevede la donazione e la piantumazione di circa 500.000 giovani alberi in scuole di tutta Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela ambientale e alla lotta contro i cambiamenti climatici.
Tra gli istituti ventimigliesi che hanno aderito al progetto ci sono il liceo Aprosio, l’istituto Fermi, l’istituto Biancheri e la scuola dell’infanzia di Latte. Per ciascuna scuola è stato piantato un esemplare di Ficus Macrophylla, detto anche “l’albero di Falcone”, poiché discendente da quello che cresce nei pressi della casa del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia nel 1992. Le gemme originali dell’albero sono state prelevate grazie a una collaborazione tra Carabinieri, Fondazione Falcone, Comune e Soprintendenza di Palermo, e replicate presso il Centro Nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano (AR).
Questi alberi non rappresentano solo un gesto concreto per l’ambiente, ma diventano anche un potente simbolo di legalità, memoria e impegno civile. Le piantine entreranno a far parte del “Grande bosco diffuso”, una rete verde visibile online, dove sarà possibile monitorarne la crescita e il contributo allo stoccaggio della CO₂.
«Nel 1992 la mafia uccide barbaramente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati più attivi nella lotta a Cosa Nostra. Nella strage di Capaci persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro – ha raccontato ai presenti l’assessore Milena Raco – . Tutta l’Italia era rimasta attaccata al televisore nella speranza che Falcone si riprendesse, perché era stato portato all’ospedale ancora in vita, ma purtroppo le cose andarono diversamente e lui morì tra le braccia del collega Paolo Borsellino. Da quel 1992, Falcone e Borsellino, che morì 57 giorni dopo, nella strage di via D’Amelio, il 19 luglio dello stesso anno, sono diventati quasi due eroi nazionali, perché pur conoscendo i rischi a cui andavano incontro, avevano messo in gioco la loro vita per un ideale superiore: quello della lotta alla mafia condotta con rigore e senza compromessi. Si sente spesso dire che l’Italia non sa ricordare i suoi eroi, quelli che hanno cercato di insegnarci a stare dalla parte giusta, ma nel caso di Falcone e Borsellino siamo di fronte ad una felice eccezione. Insieme a loro si ricordano però anche tutti coloro che per la lotta alla legalità hanno dato la vita, ricordandoci la necessità di combattere per essa ogni giorno in tutta Italia».
L’assessore Raco ha sottolineato come l’amministrazione abbia voluto donare questi alberi alle scuole: un gesto simbolico, per far sì che i giovani non dimentichino il sacrificio compiuto dai magistrati e dagli agenti delle scorte. «E’ giusto che voi sappiate che questo albero sarà molto importante – ha detto -. Un segno che voi potrete portare avanti, crescerà insieme a voi e dopo di voi insieme ad altri studenti. Voi avete visto l’albero di Falcone, per voi sarà l’albero del futuro, ma è proprio uguale all’albero di Falcone, quello che sotto la sua finestra è presente ancora oggi. Diventerà molto grande e io vi invito, ogni anno, il 23 maggio, a venire qui insieme ai vostri professori e lasciare un vostro pensiero per la lotta contro le mafie. Voi come futuri cittadini adulti, potrete portare il vostro contributo: potrete dimostrare che non bisogna essere omertosi, che bisogna aiutarsi l’un l’altro».
Intervenuta all’evento Maura Orengo, referente di Libera Imperia: «Una cosa importante che sarà scritta sulla targa che verrà messa qui nei prossimi giorni, è questa: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura e ha il coraggio di parlare, muore una volta sola”. Questa è una frase di Giovanni Falcone che ci dice che le mafie fanno paura, ma che noi dobbiamo avere il coraggio di metterci contro le mafie. Noi di Libera lo facciamo, ci proviamo».


