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I viaggi da un paese all’altro, almeno 130, sono stati monitorati dalla squadra mista italo-francese, che ha raccolto prove schiaccianti contro i trafficanti

Ventimiglia. Intercettavano migranti in Italia, chiedendo loro dai 70 ai 300 euro, per un passaggio in Francia. E lo facevano in stretta collaborazione con una banda criminale con base in Francia, che noleggiava auto per trasportare disperati da un paese all’altro: un vero e proprio “commercio”, compiuto ad esclusivo scopo di lucro, che fruttava all’organizzazione migliaia di euro al giorno.

E’ quanto ricostruito, attraverso una meticolosa indagine che ha visto lavorare fianco a fianco la polizia di frontiera italiana e la polizia francese, dall’operazione “Scenic”: attività investigativa che prende il nome dal modello di una delle tante auto utilizzate per trasportare i migranti. I viaggi da un paese all’altro, almeno 130, sono stati monitorati dalla squadra mista italo-francese, che ha raccolto prove schiaccianti contro i trafficanti. Almeno cinquecento i migranti trasportati in modo irregolare in Francia.

«L’indagine – ha spiegato il procuratore capo di Nizza Damien Martinelli – è iniziata nel novembre 2023 grazie a una serie di attività di osservazione e monitoraggio avviata in collaborazione con la Squadra Informativa e di Polizia Giudiziaria del Settore Polizia di Frontiera di Ventimiglia. La cooperazione tra le procure di Imperia e di Nizza è estremamente importante per la lotta alla crimininalità organizzata. Abbiamo un ottimo rapporto con la Procura di Imperia, di grande confidenza, che ci permette di lavorare insieme e questo è molto positivo per contrastare, insieme, un’organizzazione criminale».

Due i vantaggi della squadra comune di indagine: da una parte la raccolta e lo scambio diretto di informazioni ed elementi di prova, dall’altra la possibilità di partecipare a investigazioni direttamente sullo stato partner. Ed è stato proprio questo continuo scambio di informazioni, come sottolineato anche dal procuratore di Imperia, Alberto Lari, che ha seguito le indagini insieme al sostituto procuratore Matteo Gobbi, a permettere di ricostruire il legame tra gli autori di reati identificati, e già condannati, in Francia, con gli “aiutanti” denunciati in Italia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

«La conferenza stampa di oggi è stata convocata perché ci tenevamo a evidenziare la stretta collaborazione che si è creata tra i due uffici della procura di Imperia e di Nizza – ha dichiarato Lari -. La presenza del procuratore di Nizza credo ne sia la più ampia testimonianza: stiamo parlando di una delle procure più grandi della Francia, di una procura che ha veramente un carico di lavoro molto importante e che il procuratore di Nizza venga una mattinata qui a Ventimiglia dimostra come tenga molto a questo tipo di collaborazione. E’ già la terza squadra investigativacomune che facciamo e quindi si è creata una sinergia non solo tra i nostri uffici, ma anche tra la polizia investigativa e questo è di buon auspicio anche per le future indagini».

Nel dettaglio, l’operazione del 2024, ha portato a sei persone arrestate a Nizza dalla Polizia francese e sottoposte alla misura cautelare in carcere; 7 quelle fermate in Italia dalla Polizia italiana e sottoposte alla misura cautelare del divieto di dimora ed una a quella della custodia cautelare in carcere. Cinque gli arrestati in flagranza di reato: tutti passeur, quattro uomini arabi naturalizzati francesi e una donna tunisina.

La polizia di frontiera, diretta dal vice questore Martino Santacroce, in particolare ha monitorato i viaggi dapprima di un’autovettura francese Renault Scenic, con a bordo tre uomini di origine araba, i cui molteplici spostamenti transfrontalieri potevano essere tracciati, configurando un’attività sistematica e finalizzata al trasporto illecito di migranti. Il monitoraggio si è poi esteso a oltre venti veicoli tra auto e furgoni, quasi tutti con targa francese, molti dei quali risultati regolarmente noleggiati o immatricolati in “garage fantasma”.

Non solo a Ventimiglia. I migranti – prevalentemente tunisini, egiziani, bangladesi e iracheni – avvicinati  per essere trasportati in Francia, dietro lauto compenso, venivano raggruppati non solo a Ventimiglia, ma anche a Bordighera, in particolare nei pressi della pineta ai piedi del centro storico. L’auto veniva noleggiata in Francia, con la speranza di non essere “intercettata” dalle autorità italiane. Poi veniva guidata fino in Italia e affidata ai passeur che organizzavano i viaggi con circa cinque migranti alla volta. Le partenze potevano avvenire sia nel primo pomeriggio che a tarda sera, o nelle prime ore del mattino. Il viaggio si concludeva sempre a Nizza, dove gli stranieri venivano lasciati presso stazioni ferroviarie, degli autobus, o aree di servizio. Insomma, un servizio illecito ma discreto, quasi di lusso.

I dettagli

Per fronteggiare più efficacemente il fenomeno criminale, il 6 maggio 2024 è stato firmato l’accordo per la costituzione di una squadra investigativa comune (Sic) tra le Procure di Imperia e Nizza, con la partecipazione della Squadra Informativa e di polizia giudiziaria di Ventimiglia e della polizia giudiziaria della Police aux Frontières di Nizza , supportati dal dispositivo congiunto della Squadra/Brigata Mista. Questo accordo ha rafforzato la cooperazione transfrontaliera, consentendo uno scambio diretto di informazioni e il coordinamento delle attività investigative.

Le attività di geolocalizzazione dei veicoli e la captazione di comunicazioni telefoniche e telematiche hanno fornito ulteriori riscontri investigativi.

La Renault Scenic, ad esempio, aveva effettuato almeno venti viaggi nel mese di febbraio 2024. Tuttavia, le celle telefoniche associate ad uno dei correi hanno rivelato che i viaggi transfrontalieri erano iniziati già nel settembre 2023, raggiungendo un totale stimato di oltre 100 passaggi al confine fino al 13 maggio 2024. Un giro di affari particolarmente lucroso se si tiene conto del tariffario emerso dalle intercettazioni telefoniche: 250 euro per un passaggio in berlina, 75 euro per un passaggio su piccola utilitaria e 100 euro per l’attraversamento a piedi del confine lungo i sentieri montani.

L’attività svolta ha portato all’arresto di sei soggetti di origine araba, tutti naturalizzati francesi e residenti a Nizza, ritenuti appartenenti a un sodalizio criminoso connotato da comportamenti aggressivi e ostili nei confronti delle forze dell’ordine.

Tale virulenza è stata riscontrata anche nel corso di attività di controllo, in particolare allorquando durante un inseguimento un passeur ha effettuato pericolose manovre in eccesso di velocità che provocavano la perdita di controllo del veicolo, la sua collisione contro un muro e l’abbandono dello stesso con i migranti a bordo. Il passeur in fuga poteva essere identificato attraverso le impronte digitali rilevate sul veicolo e successivamente tratto in arresto.

Parallelamente, la Squadra Investigativa italiana ha documentato i legami tra i procacciatori di migranti a Ventimiglia e gli autisti in arrivo dalla Francia e ha eseguito 5 arresti con l’intervento della Squadra/Brigata Mista nei confronti di 4 cittadini francesi tra cui una donna ed un’altra donna tunisina, nonché 7 misure cautelari del divieto di dimora nelle province di Imperia, Cuneo, Torino e Aosta nei confronti di ulteriori soggetti coinvolti – 2 marocchini, 1 tunisino, 3 sudanesi e 1 afgano.

Nel frattempo, la posizione di un sudanese si è aggravata e la misura non restrittiva è stata convertita in custodia cautelare in carcere in considerazione della sua reiterata inottemperanza al divieto di dimora.

L’intera operazione rappresenta un esempio concreto di efficace cooperazione transfrontaliera e di contrasto a reti criminali dedite al traffico di esseri umani.