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“Senza sapere”, una poesia per l’operaio morto sul lavoro a Sanremo

Composta dalla poetessa Yuleisy Cruz Lezcano

Sanremo. Una poesia per ricordare Stefano Di Lorenzo, l’operaio 55enne che questa mattina ha perso la vita sul lavoro sulle alture di Sanremo, dopo essere rimasto schiacciato da un piccolo escavatore mentre si trovava nel cortile di un’abitazione.

É il gesto fatto da Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa originaria di Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna, che ha deciso di salutare con un componimento l’ennesima morte bianca del nostro Paese:

“Senza sapere”
per Stefano Di Lorenzo, operaio – Sanremo, maggio 2025

Senza sapere ha preso il caffè,
ha chiuso piano la porta di casa
lasciando un bacio tra i pensieri,
una promessa nel gesto abituale.
Senza sapere è sceso alla luce
che sa di ferro, polvere e fatica,
dove ogni giorno si alza un silenzio
e si costruisce con le mani nude.
Lì, tra i rumori che sembrano vita,
un istante ha tradito la certezza:
un freno che cede, un mezzo che indietreggia,
una traiettoria che nessuno attende.
Il cortile si fa gola e precipizio,
Stefano diventa bersaglio e nell’attimo
memoria scivolosa su un lavoro
che non perdona, non pensa, non prega.
Senza sapere si può incontrare la fine
come s’incontra una svolta nel buio,
senza un urlo, senza un addio,
con gli occhi fissi in qualcosa che manca.
E intanto il giorno scorre altrove:
le scuole, le sveglie, i portoni che sbattono,
un pranzo congelato, che calcola i minuti,
formando il rosario che tiene le ultime ore.
Ora resta un nome in un trafiletto,
una data segnata in controluce,
un casco a terra, un’ombra nel cemento —
e il dolore che sa essere solo.
Ma non è solo, Stefano:
è in ogni mano che stringe un attrezzo,
in ogni madre che aspetta la sera,
in ogni passo che scende all’alba.
È là, dove i vivi non fanno rumore

e il pane si guadagna con la pelle.
È là, dove il cielo non giudica,
e il tempo — semplicemente — si spezza.