Pasquale Trabucco fa tappa a Sanremo, il viaggio da Roma alla Scozia in omaggio ai caduti
«Il 4 Novembre merita in Italia un pieno riconoscimento con effetti civili, come già avviene in altri Paesi europei»
Sanremo. L’ufficiale dell’Esercito Italiano in congedo, Pasquale Trabucco, ha raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri la città di Sanremo, dove si è fermato a visitare il monumento ai caduti di corso Mombello, nell’ambito del suo viaggio a piedi dal Mausoleo di Adriano a Roma fino al Vallo di Adriano in Scozia.
Trabucco, che ieri è stato accolto dal comandante della polizia locale di Sanremo Asconio e da rappresentanti delle istituzioni, non è nuovo a queste imprese. Nel 2018, infatti, aveva già attraversato l’Italia, in 45 tappe, per ricordare i caduti della Grande Guerra e rafforzare il valore dell’Unità Nazionale.
«Nel mese di ottobre 2018 – spiega lo stesso Trabucco – Ho costituito il ‘Comitato Nazionale per il 4 Novembre’, dando avvio a una lunga battaglia civile e istituzionale durata fino al 2024, culminata con l’approvazione della legge numero 27 del 10 marzo 2024, che riconosce finalmente il 4 novembre come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate».
Ma gli obiettivi finali, equiparare le vittime del dovere a quelle civili e ottenere gli effetti civili per il 4 novembre, non sono ancora stati raggiunti. Per questo, il 22 aprile scorso, Trabucco si è rimesso in cammino. «Attraverserò l’Italia, la Francia e il Regno Unito per rendere omaggio al sacrificio dei soldati di ogni epoca e di ogni esercito, dai fanti legionari romani fino ai militari contemporanei, ricordando in particolare i caduti della Prima Guerra Mondiale – ha spiegato – Camminerò anche per affermare un principio: il 4 Novembre merita in Italia un pieno riconoscimento con effetti civili, come già avviene in altri Paesi europei. La Francia, ad esempio, riconosce civilmente sia la propria Unità Nazionale che l’11 novembre come fine della Grande Guerra, valorizzando il ricordo in modo completo. Chiedo inoltre che in Italia le vittime del dovere, spesso dimenticate, vengano finalmente equiparate alle vittime del terrorismo, con il pieno riconoscimento dei loro diritti».


