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Migranti a Ventimiglia, ex sindaco Scullino: «Perplesso dalle parole del prefetto»

«Ai francesi che mi fermano dicendomi che Ventimiglia non è sicura, dirò: “Sì, non vi preoccupate, tanto si ammazzano tra loro”».

Ventimiglia. «Non è vero che due anni fa, come dice il sindaco Flavio Di Muro, Ventimiglia era il “Far West”. C’era il problema dei migranti, come c’è tuttora, ma andava presa una decisione: come ho sempre detto, bisognava creare un centro per permettere alle persone in cammino di avere un punto di riferimento».

A parlare, all’indomani del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è riunito ieri in prefettura, a Imperia, è l’ex sindaco di Ventimiglia e consigliere comunale di minoranza Gaetano Scullino, che punta il dito sulle dichiarazioni dell’attuale primo cittadino e su quelle del prefetto stesso, e presidente del comitato, Valerio Massimo Romeo.

«In questi due anni tutto è cambiato – spiega Scullino -. Una recente sentenza del Consiglio di Stato francese ha dichiarato illegittimi i respingimenti, sbloccando di fatto la situazione in frontiera. A questo bisogna aggiungere il decremento degli sbarchi. Entrambe situazioni favorevoli per Ventimiglia, che ne ha beneficiato».

Ma a suscitare sgomento all’ex sindaco, sono state soprattutto le affermazioni del prefetto, che a margine del comitato, in merito alla sicurezza in città, ha dichiarato: «Certo, c’è stato qualche episodio di rissa e qualche accoltellamento. Ma occorre premettere una cosa: gli episodi violenti avvengono solo i tra migranti, non sono atti che i migranti fanno nei confronti di cittadini di Ventimiglia».

«Tra le affermazioni riportate dai media, relative alle decisioni del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica inerente Ventimiglia – dichiara Scullino – Sono rimasto veramente perplesso da quanto dichiarato dal prefetto Romeo che dice che la città di Ventimiglia è sicura perché sì che ci sono gli accoltellamenti e le risse, ma questi riguardano solo i migranti tra di loro, e non i cittadini. Mi sembra, con tutto il rispetto, una affermazione non condivisibile».

E spiega: «In centro città, vedere gente che si rincorre tra le vie, in mezzo ai negozi, con i coltelli in mano è un’immagine negativa per Ventimiglia. Se monegaschi e francesi non vengono più è perché la città non è sicura. Ventimiglia, a mio parere deve essere sicura per tutti: per i ventimigliesi e anche per chi è in cammino. Ripeto, sono perplesso. Ora evidentemente ai francesi che mi fermano dicendomi che Ventimiglia non è sicura, dirò: “Sì, non vi preoccupate, tanto si ammazzano tra loro”. Questi episodi fanno male all’immagine della città, indipendentemente da chi li compie».

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La percezione di insicurezza, purtroppo, permane – conclude – E su questo bisogna lavorare ancora, nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine che giornalmente sono impegnate sul nostro territorio».