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Prefetto: «Situazione non può più essere tollerata»

Ventimiglia. «Non posso, per ragioni di sicurezza, continuare a mantenere le tende sotto il ponte del fiume Roja, quindi ci sarà un nuovo sgombero.
 Il mio intento è quello di far rispettare la legge.
 Chi vuole l’accoglienza in questa provincia, accoglienza avrà. Chi invece intende restare sul territorio e creare turbative di ordine pubblico, troverà l’immediato intervento delle forze dell’ordine e si procederà all’espulsione. Chi, irregolare, intende rimanere sul territorio di Ventimiglia verrà espulso».

Lo ha detto il prefetto di Imperia Valerio Massimo Romeo al termine di una riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è svolto stamani a Imperia alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e del sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro.

«L’accoglienza c’è e l’abbiamo sempre garantita – ha sottolineato il prefetto -. Non tollero chi afferma il contrario. Ma faremo un altro sgombero perché non posso consentire che ci siano persone sotto un ponte: è lì che sono avvenute risse e accoltellamenti e il nostro compito è far rispettare la legge e garantire sicurezza ai cittadini».

«Ventimiglia è una città sicura. Lo dicono i fatti». I reati nella città di Ventimiglia sono in decremento. Lo dicono i dati svelati dal questore di Imperia Andrea Lo Iacono: «Da un raffronto tra il numero dei reati denunciati nel 2025, nei primi quattro mesi, rispetto allo stesso periodo del 2024, abbiamo notato un decremento dei reati», ha spiegato il questore.  Nel dettaglio: da 594 reati si è passati a 516. E, soprattutto, ha sottolineato Lo Iacono, «segniamo una diminuzione dei reati che destano un maggiore allarme sociale. In particolare: le rapine, i furti, le violenze sessuali, le lesioni dolose. Senz’altro si può affermare che Ventimiglia, tra le città della provincia dell’Imperia, è una delle più sorvegliate dalle forze dell’ordine. Ricordo anche che noi disponiamo ogni giorno a Ventimiglia di due servizi di ordine pubblico sui quadranti serali e notturni, proprio per vigilare su quei quartieri che hanno destato, in passato, qualche preoccupazione. E anche il numero dei respingimenti dalla Francia è stabile, ma è decisamente minore rispetto a due o tre anni fa».

«Questa riunione dimostra la volontà di aggiornare continuamente le informazioni e gli interventi sulla mia città – ha dichiarato Flavio Di Muro -. Per me è tempo di bilanci. Sono orgoglioso e soddisfatto del lavoro che ho svolto e che hanno svolto la prefettura e le forze dell’ordine: chi oggi afferma che due anni fa la situazione era pari a questa mente sapendo di mentire; chi dice che è peggiorata, mente sapendo di mentire. E’ polemica politica. I dati forniti dal questore e dal prefetto sono dati certi e certificabili, parlano di un numero di reati in diminuzione e quindi è chiaro che la situazione è migliorata. Due anni fa, quando mi sono insediato c’era una situazione da “Far West”. Tanti amici mi consigliarono di non candidarmi. A distanza di due anni sono contento di aver fatto questa scelta e credo sia sotto gli occhi di tutti che tanti risultati siano stati raggiunti».

Il quadro. A tracciare un bilancio del lavoro svolto a Ventimiglia, è stato il prefetto Romeo: «Due anni fa Ventimiglia era in una situazione in cui noi registravamo la presenza in città di circa 500/600 migranti al giorno – ha detto -. Avevamo i cosiddetti respingimenti dalla frontiera francese, con una media di 80/90 al giorno e con un punte in estate che arrivavano a 200.
 Avevamo una situazione di presenza sul territorio di migranti che avevano occupato materialmente zone destinate ai ventimigliesi, mi riferisco ai giardini pubblici, alla stazione ferroviaria, alle Gianchette e al litorale. 
Questo era il quadro di degrado che ho trovato venendo qui a Imperia».

Poi le cose hanno iniziato a cambiare. «Vi è stato un elemento importante: il 2 ottobre del 2023 abbiamo avuto la presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Ventimiglia e fu fatto un comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza qui a Imperia – ha aggiunto il prefetto -. In questi due anni il ministro ha sempre sostenuto l’attività del prefetto e delle forze dell’ordine a Ventimiglia». Come per l’intuizione di realizzare un Pad (punto di assistenza diffuso) che ha dato, e sta dando, ospitalità temporanea a donne e minori in transito. Notevole anche l’incremento delle forze dell’ordine «che fanno un lavoro encomiabile», ha sottolineato Valerio Massimo Romeo.

«Oggi abbiamo 40/50 migranti al giorno che gravitano sul territorio. Quindi ritengo di poter dire, che i dati sono positivi – ha affermato – Abbiamo un numero limitatissimo di migranti sul territorio, non abbiamo più risse in stazione e tengo a precisare che Ventimiglia è la città della provincia che ha avuto il maggior numero di locali frequentati da extracomunitari chiusi ex articolo 100 del Tulps da parte del questore. 
In terzo luogo, avevamo i giardini pubblici occupati dai migranti, ora sono fruibili dalla città. La stazione è sicura, davanti al teatro non vi sono più migranti. Sono tutti elementi a favore dei cittadini. Quindi Ventimiglia è una città sicura».

Gli episodi di risse e accoltellamenti sono stati pochi e l’intervento immediato delle forze dell’ordine ha permesso l’arresto in flagranza e l’espulsione di chi li ha commessi, ha detto sempre il rappresentante del governo a Imperia.

«Rifiuto nettamente che si dica che a Ventimiglia non c’è accoglienza. Rifiuto che si dica che a Ventimiglia non c’è sicurezza, perché c’è – ha concluso . L’accoglienza secondo la legge viene fatta nei Cas. Questa è la regola. Il Pad è una eccezione, non è previsto dalla norma. L’accoglienza per chi richiede asilo nel nostro territorio viene fatta nei Cas. Prima di fare uno sgombero individuiamo i posti nei Cas. Li abbiamo trovati per 30 persone e sono stati rifiutati dai migranti. A fronte di un’offerta di accoglienza, il migrante rifiuta. 

Avremo ora una trentina di persone che stanno nelle tende lungo il Roja, abbiamo offerto loro accoglienza nei Cas della provincia ma anche in questo caso i migranti richiedenti asilo hanno rifiutato e questo comporta delle conseguenze per il migrante stesso. Noi abbiamo fatto tutto il possibile. Se il migrante rifiuta l’accoglienza cosa può fare il prefetto? Può imporre al migrante di andare in un Cas? Con la forza non ce li possiamo portare».