Falso medico a Bordighera, disposta perizia psichiatrica
Imputata assente, processo rinviato a ottobre
Imperia. E’ stata disposta stamane una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere, nonché la possibile pericolosità sociale, nei confronti di Enrica Massone: torinese finita a processo a Imperia con l’accusa di diversi reati tra cui falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica e truffa, per essersi spacciata come medico e ad aver lavorato presso l’ospedale Saint Charles di Bordighera.
Ad esaminare l’imputata, come disposto dal giudice monocratico Eleonora Billeri, saranno il medico Gabriele Rocca e la collega Francesca Santi. Periti di parte, sono invece Nicole D’Avanzo e Stefano Zago.
Stamani era previsto l’esame dell’imputata ma la Massone, come reso noto dal suo legale, l’avvocato Massimo Davi, il 10 maggio scorso si è recata in pronto soccorso per uno stato di ansia. Il medico le ha così prescritto riposo.
Oggi, oltre all’avvio delle operazioni peritali, è stato sentito in qualità di teste Sebastiano Petracca: medico anestesista, nonché legale rappresentante della Igea srl, la società che aveva assunto la Massone affinché coprisse alcuni turni al punto di primo soccorso dell’ospedale bordigotto. «Una signora si è presentata come medico e ha lavorato per una mia società – ha dichiarato in aula -. Sono medico anestesista e lavoro nel settore privato, ho fondato una società nel 2006 e successivamente altre due. Avevamo stipulato un contratto con il Gruppo Villa Maria (Gvm) che aveva preso in gestione il posto di primo soccorso dell’ospedale di Bordighera. Enrica Massone è la persona che ci ha truffati».
Il teste ha poi mostrato il contratto che Igea aveva sottoscritto con la signora Massone. «Il contratto è del’11 agosto 2023 – ha spiegato – Nasce dall’esigenza di riaprire l’ospedale di Bordighera, chiuso in parte e poi riaperto. Dovevamo trovare medici per il pronto soccorso. C’è stato anche il problema del lutto di una dottoressa e dovevamo trovare persone che coprissero turni urgentemente, quando ci è stata presentata questa persona. La Massone aveva già un rapporto in essere con la società Cura Medica da due mesi».
Al contratto di lavoro erano allegati i vari documenti, come il certificato degli studi in Medicina, l’iscrizione all’ordine dei medici e la quietanza assicurativa. Tutto in regola, insomma, almeno all’apparenza. Per le sue “prestazioni”, il falso medico ha intascato dalla società 5.400 euro in pochi giorni.
«Dovrebbe aver fatto sei turni e dopo che due o tre persone mi hanno detto che non andava bene e che non era “smart” ovvero sveglia tanto da atre al primo soccorso è stata allontanata ed è stato risolto il contratto – ha aggiunto Petracca – Quando l’abbiamo mandata via, ho fatto ulteriori controlli e ho approfondito la sua posizione per capire perché una donna che ha 20 anni di esperienza potesse non andare bene in un punto di primo soccorso che è poco più di un ambulatorio medico dove di solito vanno codici bianchi e codici verdi. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Magda d’Agostino e abbiamo capito che qualcosa non andava. Abbiamo fatto una segnalazione e l’ordine dei medici ha risposto che non risultava iscritta».
Al termine della testimonianza, il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 8 ottobre.






