Logo
Circonvenzione e raggiri per oltre 100mila euro: nuova udienza a Imperia, in aula Sonia Magaton

Secondo la Procura, la mente del piano avrebbe indotto un anziano commerciante a vendere immobili e prosciugare conti familiari. La donna: «Voglio che provino ciò che ho vissuto io»

Imperia. Un caso complesso e drammatico che affonda le radici in una denuncia presentata nel 2020 e che vede coinvolti quattro imputati – tre uomini e una donna – accusati di aver approfittato della fragilità psichica della vittima e del marito, titolare di un caseificio a Riva Ligure, per sottrarre loro ingenti somme di denaro e benefici economici. Si è tenuta questa mattina una nuova udienza del processo per presunta circonvenzione di incapace ai danni di un’anziana residente ad Arma di Taggia.

Imputata principale, sentita oggi, è Sonia Magaton, che ha dichiarato di essere in terapia e di voler affrontare il processo «con serenità», aggiungendo: «Quando sono uscita ero pronta a spaccare il mondo, altroché denunciare. Sto mantenendo la calma grazie ai medici che mi hanno seguito, non mi interessa un risarcimento economico: voglio che provino quello che ho passato io». Ha inoltre sostenuto che il figlio avrebbe incassato una somma il giorno prima della sua partenza per un matrimonio, mentre il marito «forse una volta sola».

A dirigere l’operazione, secondo l’accusa, sarebbe stata Sonia Magaton, titolare dell’agenzia «Lumin’Arte», finita agli arresti domiciliari insieme al marito Daniele Riviera e al figlio David, tutti difesi dall’avvocato Luca Ritzu. I pagamenti, è emerso dalle indagini, sarebbero avvenuti «direttamente nelle mani della donna, del marito o del figlio», e più recentemente anche attraverso una giovane ragazza, Giada. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto sarebbe partito da una fittizia compravendita di formaggi per 30mila euro, che avrebbe portato l’anziano, presunta vittima e descritto come facilmente suggestionabile, a versare almeno 110mila euro per una causa legale mai esistita, con la promessa di un risarcimento di oltre mezzo milione.

La situazione sarebbe degenerata fino a spingere la vittima a vendere due immobili di famiglia in Puglia. Per concludere la vendita, Magaton e il figlio avrebbero accompagnato l’anziano in loco, seguendola nelle pratiche e simulando addirittura contatti con uno studio legale vero, ma del tutto estraneo ai fatti, con Magaton che avrebbe finto di essere un avvocato. La prossima udienza con discussione è fissata al 9 luglio.