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L’amministrazione chiamata ad “arrangiarsi”. Il sindaco: «Non vogliamo gravare su altri cittadini»

Bordighera. Aumentare il canone della Tosap, per dehor e passi carrai; variare l’applicazione della tassa di soggiorno, aumentandola così come ha fatto il Comune di Sanremo; ridurre le spese; aumentare di un’ora e mezza la durata del mercato. Sono queste le possibili soluzioni per recuperare i circa 60mila euro di entrate che, sentenza del Consiglio di Stato alla mano, il Comune di Bordighera “perderà” dal mancato aumento del canone mercatale, che la giunta aveva imposto ma è che è stato respinto prima dal Tar e poi dal massimo organo di giudizio.

Ad illustrarle, in commissione consiliare, è stato il sindaco Vittorio Ingenito.

Con l’aumento del canone, gli ambulanti avrebbero pagato 24 euro al giorno per un banco di 44 metri; 19 per un banco di 36 metri. «Questa riduzione – ha spiegato Ingenito – Abbatte di circa il 50 percento i costi per i commercianti ambulanti. E’ una “norma di favore”, come scrive il giudice, ma non stabilisce argomenti perequativi. In sostanza il giudice ci dice: “Noi riconosciamo questi sconti, poi le amministrazioni comunali si arrangeranno a recuperare questi fondi. Così dovremo fare, e gli uffici stanno compiendo valutazioni in questo senso».

Sessantamila euro in meno. Questo il mancato gettito a Bilancio che deve essere recuperato. Ma Ingenito è stato chiaro: «Faremo di tutto per evitare che questo gravi su altre categorie». Anche l’aumento della durata del mercato del giovedì sembra, al momento, una strada non percorribile. Nonostante il dialogo con gli ambulanti aperto dagli assessori Martina Sferrazza e Melina Rodà, i commercianti hanno detto chiaramente che non è loro interesse prolungare l’orario del mercato.

Sulla decisione, contestata dalla minoranza, di ricorrere al Consiglio di Stato dopo la prima sentenza del Tar, il sindaco ha dichiarato: «Nessuno poteva prevedere l’esito tanto del Tar quanto del Consiglio di Stato, altrimenti non avremmo letto nella sentenza “Stante l’assoluta novità della materia” e non avremmo avuto le spese compensate. In ogni caso non ci stancheremo mai di tentare di tutelare tutte le categorie di cittadini, che l’applicazione di questa nuova norma, invece, non tutela».