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Ventimiglia, giovane straniero si butta dal ponte per sfuggire alla folla: la testimonianza di una cittadina

«Ieri mi è sembrato di vivere in una giungla dopo che le belve sono state liberate dalla gabbia»

Ventimiglia. Un giovane straniero aggredito da un gruppo di uomini, che invece di allertare le forze dell’ordine, decidono di farsi giustizia da soli. Una scena preoccupante, quella che racconta una giovane residente di Ventimiglia, Veronica F. P., che ha contattato la nostra redazione, inviando il resoconto di quanto accaduto.

«Sono una ragazza che abita a Ventimiglia da qualche anno, conosco il vostro giornale e mi sento per la prima volta di riportarvi un fatto di cronaca spiacevole avvenuto ieri pomeriggio tra le 17,30 e le 18 nella cittadina di Ventimiglia. Qui come voi saprete, qualche anno fa hanno chiuso il centro profughi e di conseguenza i migranti si sono ritrovati dall’oggi al domani a vivere sotto il ponte lungo il fiume Roja o sotto il cavalcavia per andare verso Roverino. Non hanno un posto di lavoro, per cui durante il giorno stanno nei giardini pubblici di Via Vittorio Veneto dove a volte li si vede fare la pipi o in spiaggia a bighellonare. Ho sentito da una fonte certa che i ragazzi per divertirsi la sera bevono la benzina al distributore. Insomma, non è un bel quadro da vedere e attualmente il paesino si trova senza sindaco dato che il precedente, Scullino, ha dato le dimissioni in quanto, tra le altre, non aveva risolto la questione migratoria.

Tornando a quello che è successo ieri, uscita dal lavoro alle 17,30 ho visto un uomo in mezzo alla rotonda urlare contro un ragazzo africano e poi inseguirlo insieme ad altri dietro di lui. Ho chiesto cosa stesse succedendo e un signore mi ha risposto che forse il ragazzo aveva un coltello e aveva tentato di rubare dentro un negozio. Nel mentre, il gruppetto di uomini lo strattonava e lui cercava di dimenarsi, riuscendo poi a scappare verso il fiume. Gli gridavano contro e lui rispondeva, poi nel traffico non ho potuto vedere la scena, ma altri si sono aggiunti a rincorrerlo finché lui, presumibilmente spaventato, si è buttato dal ponte verso il basso, che sono circa 3 metri di altezza. Ho sentito un ragazzo che diceva che gli aveva tirato una pietra in faccia e per questo voleva ammazzarlo. Dall’alto lo coprivano di insulti, dopo che lui si era alzato fortunatamente indenne. Ho sentito delle persone dire che non ne potevano più, che dovevano sentirsi dire che erano razzisti dopo quello che “quella gente” fa in giro. Intanto, il ragazzo dal basso urlava “io sono italiano, voi siete razzisti”. Io gli ho dato ragione e un signore mi ha detto che mi sbagliavo e gli ho spiegato che andava aiutato invece che aggredito in quella maniera ma non voleva sentir ragione. Successivamente, un giovane ha sceso le scale e lo ha inseguito lungo il fiume finché non si è butatto in acqua. Infine, è arrivata la polizia che lo ha recuperato e portato via.

Ieri mi è sembrato di vivere in una giungla dopo che le belve sono state liberate dalla gabbia. Ho visto un branco di persone accanirsi contro un unico individuo con l’intenzione di farsi giustizia da soli invece che chiamare la polizia e aspettare che intervenisse lei. Posso affermare di essere davvero preoccupata della situazione; temo che possa degenerare e per questo spero che anche voi consideriate quest’ accadimento come un fatto grave che deve richiamare l’attenzione di tutti. E’ evidente, anche alla luce degli avvenimenti di Cutro, che la società sta cambiando (io direi in peggio) e bisogna che le persone si rendano conto che, in primis, di fronte ad un tentativo di furto la soluzione non è quella della violenza ma quella della denuncia e, in secondo luogo, ci deve essere più informazione rispetto all’immigrazione perché qui a Ventimiglia i migranti vengono visti come i nemici della società, ma sono semplicemente delle persone che non hanno nulla e che hanno bisogno di soldi per sopravvivere».

Per dovere di cronaca, si rende noto che il giovane africano, come ricostruito dai carabinieri, non ha tentato di rubare e non era in possesso di un coltello. E’ stato comunque accompagnato in caserma dai militari per accertamenti.