La sinistra scende in campo

Rifondazione Comunista scende in campo: costruiamo un’alternativa politica a Scajola

La sinistra imperiese al lavoro per costruire una proposta politica alternativa a Scajola ed alla sua amministrazione

Imperia. Si è svolta questa mattina la conferenza stampa con la quale la sezione imperiese di Rifondazione Comunista scende in campo in vista delle prossime elezioni amministrative.

Tanti i temi che sono stati toccati e che secondo i relatori dovrebbero essere il punto di partenza per la costruzione di un’area di sinistra che voglia rappresentare un’alternativa all’attuale giunta comunale.

Dalla raccolta porta a porta, all’ospedale unico, dalla riqualificazione delle aree industriali al rilancio economico della città, dal turismo a alla gestione dell’acquedotto e del porto: queste le tematiche sulle quali Claudio Scajola e la sua amministrazione non hanno saputo o voluto dare risposte efficaci e sulle quali invece bisognerebbe lavorare in modo maggiormente incisivo. Ecco quindi le parole dei relatori ed il comunicato stampa integrale di fine conferenza:

“In vista delle elezioni amministrative di Imperia della primavera 2023 e tenuto conto della peculiare situazione socio-economico-politica localee nazionale,il PRC di Imperia intende fare alcune considerazioni rivolte ai cittadini, associazioni, partiti politici.

In primo luogo vogliamo dire cosa  l’amministrazione Scajola NON HA VOLUTO FARE prima ancora di denunciare cosa NON E’ stato fatto  in questi 4 anni e più di consiliatura. E lo vogliamo fare nel bel mezzo di una estate rovente e nel bel mezzo di una crisi idrica mentre con ingiustificato entusiasmo si prepara il bando di gara per vendere ai privati il 49% del gestore pubblico provinciale del servizio idrico Rivieracqua. Quello che fino a ieri era un grande Carrozzone è oggi economicamente stabile e con un bilancio in attivo. Infatti, è stato colpevolmente tenuto nella condizione di predissesto al fine di renderlo appetibile alla privatizzazione. È sempre, colpevolmente, mancata la volontà di garantirne il corretto funzionamento, non sono mai stati agevolati investimenti volti a restituire ai cittadini un servizio idricoefficiente.E oggi, a gran voce, i Sindaci del Ponente e, primo tra tutti, il Sindaco d’Imperia, ritengono che all’entrata di un gestore privato non si possa rinunciare, calpestando la scelta referendaria della stragrande maggioranza dei cittadini. Noi ribadiamo con forza il rispetto della scelta referendaria, sosteniamo la gestione pubblica del servizio idrico, perché solo una gestione interamente pubblica è economicamente sostenibile. La gestione privata ha l’obiettivo esclusivo di massimizzare i profitti e non quello di reinvestire i ricavi nella manutenzione, nella depurazione e soprattutto, considerato il ripetersi di eventi siccitosi e l’emergenza climatica, della captazione e del recupero delle acque. Noi riteniamo con convinzione che la rovina di Rivieracqua è stata voluta al fine di rendere indispensabile l’entrata del gestore privato. Dopotutto è uno dei business più appetibili.

Ed ora passiamo a cosa NON E’ STATO FATTO dall’amministrazione Scajola; aldilà di alcuni indiscutibili interventi  sull’arredo urbano (portici di Oneglia, marciapiedi) o sulla piscina comunale, o nel Parco urbano oppure di aree parcheggio, queste ultime realizzate con semplice asfaltatura invece di prevedere superfici permeabili all’acqua  corredate da una adeguata piantumazione, restano irrisolte numerose questioni trascinate ormai da decenni:

  • Aree Industriali

Lo stato di abbandono delle aree ex industriali (Italcementi sull’argine sx, ex Sairo a Porto Maurizio, stabilimento Agnesi in v Tommaso Schiva, ex Ferriere sul fronte mare ,ecc ). Per esse si continua la politica dell’abbandono come alibi per nuove speculazioni edilizie e nuove destinazioni per la GDO, anziché perseguirne il recupero produttivo, con particolare riferimento all’ agroalimentare.

Proprio sulla triste vicenda della chiusura Agnesi, il sindaco Scajola non ha neppure avuto la forza e la volontà di portare a compimento quell’ accordo siglato tra organizzazioni sindacali e proprietà circa la ricollocazione di una parte dei lavoratori anche attraverso la realizzazione all’interno dello stabile di via T.Schiva di un museo dell’Agnesi e di un laboratorio per prodotti alimentari di qualità.

  • La portualità

Il “più grande porto turistico del mediterraneo”, dopo aver pesantemente impattato il territorio resta grande incompiuto. I parcheggi sotterranei, mal progettati e mal realizzati, che erano una delle poche contropartite della mega impresa di Caltagirone & c a favore della città continuano ad essere allagati, impraticabilie abbandonati all’incuria: si doveva produrre da parte dell’Amministrazione che ha finalmente e giustamente in propria mano l’ opera, una perizia per la stima dei danni dovuti a lavori mal eseguiti e pretendere per via giudiziaria la realizzazione di tutti gli interventi per rendere i lavori finiti ed eseguiti a perfetta regola d’arte.

La non più dilazionabile demolizione delle “stecche residenziali” o, in alternativa, il mantenimento solo di quella più bassa per destinarla  ad Ostello della Gioventù, struttura di cui la città con il clima migliore d’Italia (Il Sole 24 ore) è vergognosamente sprovvista.

Queste scelte strategicamente produttive per la grande infrastruttura sono le sole a poter giustificare l’esborso di diversi milioni di € cha la municipalizzata Go Imperia dovrà effettuare e poter produrre finalmente quegli utili di cui Scaiola ha parlato nella recente conferenza stampa a Villa Faravelli: solo a fronte di una visione strategica di questo tipo sarà inoltre possibile accedere a finanziamenti Europei ed anche ad una partecipazione di Privati, purché la mano pubblica controlli e verifichi che le opere siano realizzate effettivamente “a regola d’arte”.

 

Il Porto Commerciale di Oneglia, sottratto artatamente alle sue funzioni commerciali, deve essere restituito integralmente alle sue vocazioni naturali e destinazioni di legge, che sono quelle pescherecce – con la più grande flotta della Liguria – e quelle specificatamente commerciali e turistiche, destinandolo ad hub per le escursioni nel santuario dei cetacei, per il medio cabotaggio passeggeri (traghetti verso la Corsica, …) , e servizio turistico di linea per le località liguri e della Costa Azzurra. A tale scopo è proprio il settore pretestuosamente occupato dai mega yacht sedicenti charter di oligarchi di ogni dove, cioè la porzione ovest di calata Cuneo e la calata oceanica a dovervi essere intelligentemente e produttivamente destinata.

 

  • La mobilità

Ribadiamo le linee strategiche da noi enunciate già nella precedente tornata elettorale del 2018: una mobilità orizzontale, lungo costa, che snellisca gli spostamenti lavorativi e turistici da Diano Marina a Borgo Prino ed una efficace mobilità verticale dal retroterra verso la costa. In particolare la mobilità costiera si avvantaggerebbe notevolmente di una metropolitana leggera, meglio su rotaia, ma anche su gomma, lungo la linea dell’ex sedime ferroviario fra Diano Marina (zona S.Anna) e Borgo Prino (lo stesso sindaco Scajola aveva in qualche modo apprezzato la nostra proposta, parlando di un “treno di cristallo”), specificatamente attrezzata per trasportare anche i mezzi leggeri della mobilità urbana moderna: biciclette, monopattini, ecc.- Questa consentirebbe un immediato alleggerimento dell’ Aurelia in Capo Berta ed in città. Il tratto in questione è peraltro il meno adatto ad ospitare la ciclabile transitando per oltre un terzo in galleria e per il resto in lontananza dalla costa, attraversando i quartieri meno attraenti della città.

Il grande progetto della “ciclabile tirrenica” di cui il tratto ligure rappresenta un vero fiore all’ occhiello, si avvale da alcuni mesi dell’importante collegamento fra Borgo Prino di Imperia e San Lorenzo al Mare e da qui fino ad Ospedaletti: una delizia per cittadini e turisti in grado di rappresentare un fondamentale volano turistico anche nel periodo invernale. L’ attraversamento di Imperia, e specificatamente fra borgo Prino e la Marina di Porto può trovare una degna soluzione o con un intervento specifico lungo la Passeggiata Moriani, o con la realizzazione di una corsia dedicata lungo l’Aurelia, tenendo anche conto che la metropolitana leggera consentirebbe un trasporto veloce ed efficace delle biciclette per quel breve tratto, mentre la pressione automobilistica sulla stessa Aurelia sarebbe significativamente ridotto. Corollario indispensabile la realizzazione di un sistema di parcheggi periferici, come già meritoriamente abbozzato in zona cimitero di Oneglie/svincolo Imperia Est da cui dipanare verso la costa un sistema di navette e di piste ciclabili. I nuovi parcheggi dovranno essere realizzati con pavimentazione rigorosamente permeabile, intensamente piantumati con alberi d’ alto fusto a foglia larga in grado di assicurare una elevata traspirazione ed una conseguente intensa regolazione termodinamica della temperatura, dotati di protezione alla base mediante adeguati grigliati carrabili che assicurino respirazione radicale e non riducano la superficie parcheggiabile.

Questa impostazione complessiva, affiancata alla realizzazione di un accordo fra Comune capoluogo ed Autofiori per ottenere la gratuità dell’utilizzo dell’ A10 fra i 2 caselli di Imperia, è assai più efficace, meno onerosa e meno impattante del vecchio contestato e costosissimo progetto di Aurelia bis.

  • Fronte mare fra Oneglia e Porto Maurizio

La faticosa conquista del Parco Urbano in luogo del progettato campo da golf sta qui a testimoniare le ovvie ragioni di quella battaglia, non solo per lo spazio di qualità restituito alla cittadinanza, ma anche per aver evitato uno spreco enorme di acqua di cui sempre più si sente la carenza. Il passo successivo dovrebbe essere la naturale continuazione dell’attuale parco fino alla foce del torrente Impero, così come era stato prefigurato al momento della costruzione del nuovo porto integrandovi la area delle ex ferriere che, invece, da degrado dell’abbandono si vuole invece trasformare in degrado dell’ urbanistica con un ennesimo consumo di suolo per un centro commerciale di sconcertante impatto visivo sul fronte mare.  .  La riteniamo una scelta sbagliata prima ancora che speculativa: Imperia NON ha bisogno di altri centri Commerciali ma di incrementare e valorizzare tutta la filiera di negozi di prossimità che valorizzino il prodotto agroalimentare locale. Di conseguenza anche la cantieristica navale andrebbe accorpata al nuovo porto .

 

  • Rifiuti urbani

Il cambio di strategia nella raccolta sicuramente ridurrà la quota effettiva di differenziata, mentre le “isole”, che di ecologico non hanno proprio nulla, come già avviene pesantemente a Diano causano sgradevoli  miasmi – ancora più pesanti nel periodo estivo – che sicuramente non giovano alle abitazioni né alle attività di ristorazione ed all’ intero comparto turistico. Lo scopo della raccolta rifiuti sul piano globale è – e sempre più sarà – di ridurre, riusare, riciclare, recuperare, mentre sul piano della qualità urbana l’esigenza irrinunciabile è la scomparsa di ogni forma di cassonetti stradali che rappresentano ghiotte nicchie ecologiche inevitabilmente subito occupate da ospiti sgraditi, come topi, cinghiali, gabbiani, piccioni, muffe e batteri che generano prodotti di decomposizione, fastidiosi e pericolosi. La sola soluzione urbana collaudata in tutto il mondo consiste in un porta a porta spinto preparato con molta cura e gestito in forma pubblica, senza appalti improvvisati e raffazzonati.

 

  • Sanità e servizi sociali

Per quanto di competenza regionale, il sindaco è comunque il primo responsabile per  quanto attiene alle disposizioni in materia di  Igiene e Sanità pubblica; egli fa inoltre parte della  Conferenza dei Sindaci che, in base all’ art 16 della  legge  41 / dicembre 2006,  si rapporta con l’amministrazione ASL con la quale concerta e coopera  nel delineare le linee  di indirizzo e di attività definendo  la programmazione e le modalità di integrazione della risposta ai bisogni di salute che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale.

Per il progetto di Ospedale Unico – poco chiaro nel sito (comune di Taggia forse a nord della stazione ferroviaria ), nelle figure finanziatrici, nella proprietà , nel numero di posti letto, nei reparti previsti, –  il sindaco Scajola si è sempre dichiarato favorevole, caldeggiando persino, in occasione del convegno alla camera di commercio del febbraio 2020, la chiusura dell’ospedale di Imperia e del suo PS , senza minimamente ascoltare le voci assai critiche delle migliaia di cittadini imperiesi che hanno firmato contro tale chiusura, oltre che ad un ennesimo spreco di risorse ( quasi 400 mln di euro ): un’ opera  sostanzialmente inutile  soprattutto per il mancato reperimento di nuovo personale  sanitario, per gli irrisolti problemi di viabilità e perché NON risolverebbe le gravi criticità sanitarie di questa ASL che sono riassumibili tragicamente nella scarsità o comunque inadeguatezza della medicina territoriale – quella che dovrebbe essere più vicina al cittadino – , nelle  lunghissime liste di attesa per esami e visite specialistiche,  interventi in elezione, nelle sconcertanti attese in PS.

 

Gli scarsi investimenti di risorse nei Servizi sociali, consolidano problemi irrisolti quanto ad emergenza abitativa e contrasto alle crescenti povertà; non è stato sfruttato adeguatamente il reddito di cittadinanza perché fosse acquisito da quanti, pur privi di una residenza, dimorano in maniera del tutto precaria nel territorio di Imperia. Il R.C. avrebbe fornita una concreta opportunità a persone che avrebbero potuto svolgere lavori di pubblica utilità nel territorio comunale”.

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