Politica

Regione, trasporti. Treni pop e rock: «continueremo a chiedere quello che spetta alla Liguria»

«La realtà è che tutti gli emendamenti sono stati respinti per mancanza di copertura e la Liguria si trova in una situazione di grave difficoltà»

Riviera24 - gianni berrino

Genova. «Comprendo e condivido la delusione e la preoccupazione del comitato dei pendolari del Ponente e di Assoutenti. Non si può pensare che la stazione di Ventimiglia, snodo importantissimo perché lì si attestano i treni italiani e francesi, sia, in rispetto di accordi internazionali post bellici, alimentata a 1500 volt, la tensione dei treni francesi. Tensione che non permette ai moderni treni Pop e Rock di entrare in stazione». Così l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria.

«Questo preclude ad un bacino di oltre 300.000 liguri e a decine di migliaia di turisti di poter utilizzare i nuovi treni della flotta regionale, e in futuro potrebbe mettere addirittura a rischio la linea regionale – aggiunge l’assessore – Da anni ci siamo attivati come Regione, affinché il Mims, Rfi e Trenitalia, con più azioni congiunte, risolvessero il problema nell’immediato (mediante l’acquisto degli ultimi treni a doppia alimentazione) e in modo strutturale (mediante lavori di cambio della tensione in almeno una parte della stazione di Ventimiglia). La questione è stata anche portata più volte all’interno della Conferenza intergovernativa Italia- Francia».

«Ci è stato più volte assicurato – prosegue – che saremmo arrivati alla sottoscrizione di un protocollo con tempi certi per la realizzazione dei lavori, ma la firma non c’è mai stata per evidente mancanza di tempi certi sul protocollo stesso. Ugualmente ci era stato assicurato, sia dal ministero che da Fs, che sarebbe stato trovato il finanziamento per un emendamento (tra i tanti presentati trasversalmente) che avrebbe finanziato la doppia alimentazione su 10 treni Rock. La realtà è che tutti gli emendamenti sono stati respinti per mancanza di copertura e la Liguria si trova in una situazione di grave difficoltà, la cui soluzione non può che passare attraverso un finanziamento del Ministero o del gruppo Fs, posto che non possono essere i liguri a sopportare i costi ed i disagi di un problema di carattere nazionale. Quindi continueremo a chiedere con forza quello che alla nostra regione spetta di diritto».

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