Politica

La Cgil contro l’ingresso del socio privato in Rivieracqua

«26 milioni di italiani si recarono alle urne per chiedere che l’acqua restasse un bene pubblico e che su di essa non si traesse profitto. Oggi invece, in Italia ci ritroviamo moltissime società per azioni a partecipazione sia pubblica che privata, che sull’acqua dividono la gran parte degli utili, non rispettando il parere della stragrande maggioranza dei cittadini»

rivieracqua

Imperia. Fanno sapere dalle segreterie di Filctem Cgil e Cgil: «26 milioni di italiani si recarono alle urne per chiedere che l’acqua restasse un bene pubblico e che su di essa non si traesse profitto. Oggi invece, in Italia ci ritroviamo moltissime società per azioni a partecipazione sia pubblica che privata, che sull’acqua dividono la gran parte degli utili, non rispettando il parere della stragrande maggioranza dei cittadini».

Continua la nota stampa «Anche Rivieracqua sta facendo la stessa fine, sebbene abbia chiuso il suo ultimo bilancio con quasi 2 milioni di utili e le future prospettive di cassa siano ancora migliori. A tal proposito ci preme sottolineare che questo risultato è avvenuto soprattutto grazie all’impegno dei tanti lavoratori che hanno visto aumentare in maniera esponenziale i carichi di lavoro e che oggi si vedono addirittura negare le ferie di agosto per coprire i turni extra di reperibilità. Esiste un investimento migliore per un privato che può operare in un regime di monopolio in cui le tariffe sono assicurate e gli investimenti fatti vengono addebitati in bolletta? Quanto avvenuto in Amat e Aiga con l’ingresso del privato non ci ha insegnato nulla? Sembra di assistere al film già visto nel sistema sanitario pubblico regionale, che da anni viene impoverito e depotenziato per aprire il campo ai privati. Il film sull’acqua pubblica probabilmente volge al termine, ma non ci stancheremo mai di ribadire la nostra contrarietà a tale scelta e il ruolo che abbiamo interpretato con coerenza e determinazione in questi anni insieme alle associazioni e ai comitati. La Cgil e la Filctem-Cgil, partendo dalla raccolta delle firme per i due referendum, hanno fatto innumerevoli incontri con i Sindaci, i Presidenti di Provincia, e i vari Prefetti che si sono succeduti negli anni. Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione del personale e fatto manifestazioni sotto il Comune di Sanremo. In ogni occasione abbiamo ribadito la nostra netta posizione di contrarietà e lo faremo anche nei titoli di coda di questo brutto film».

 

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