Paradosso

Inchiesta Breakfast, niente carcere per Matacena. Ma per Claudio Scajola si apre il processo d’Appello

Revocata l'ordinanza di custodia cautelare e dissequestrati i beni dell'ex parlamentare di Forza Italia

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Reggio Calabria. È stata revocata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’inchiesta “Breakfast”, condotta dalla Dda di Reggio Calabria, a carico dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. La revoca, come scrive l’agenzia Ansa, è stata disposta dal Gip distrettuale di Reggio Calabria, Vincenza Bellini, con il parere contrario della Dda. Il Gip ha accolto l’istanza presentata dai difensori di Matacena, Marco Tullio Martino e Renato Vigna. Il giudice ha anche disposto il dissequestro dei beni di Matacena, che è da anni rifugiato a Dubai, negli Emirati arabi.

Il dissequestro dei beni di Matacena è stato motivato dal Gip dal lungo tempo trascorso dalla data di commissione dei reati contestati all’ex parlamentare e dall’esclusione, in fase cautelare, della contestata aggravante mafiosa. Nell’ambito dello stesso processo “Breakfast” erano stati arrestati e condannati in primo grado, il 27 gennaio 2020, l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola e l’ex moglie di Matacena, Chiara Rizzo.

Per l’attuale presidente della Provincia e sindaco di Imperia Scajola, che si è sempre dichiarato innocente, il 27 settembre si aprirà il processo d’Appello, a oltre due anni dalla prima sentenza per un reato, quello di aver favorito la latitanza a Dubai di Matacena, che sarebbe stato commesso nel maggio del 2014. Nonostante l’imminente prescrizione, Scajola ha deciso di andare avanti nella speranza di una assoluzione nel merito.

 

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