La rottura

Finisce il breve idillio tra i Vella e la Sanstevese – Real Santo Stefano di patron Buffa

Enrico e Manuel Namjou rimarcano una mancanza di rispetto nei loro confronti

Enrico Vella e Manuel Namjou

Santo Stefano al Mare. Finisce male il breve idillio tra Enrico Vella e la Sanstevese – Real Santo Stefano, del presidente Alex Buffa.  Anche il figlio Manuel Namjou segue le orme del padre ed esce dall’organigramma del società calcistica.

riviera24 - Enrico Vella

L’ex calciatore di Serie A, nonché bandiera della Sanremese in Serie C, in una nota stampa spiega il perché: «Da un mese a questa parte, mi era stato chiesto di partire nel forgiare in toto questa creatura sportiva, e malgrado l’incognita per l’acquisizione del bando per il campo sportivo, tutt’ora in stand by, senza batter ciglio, io e mio figlio ci siamo fin da subito mobilitati attraverso contatti importanti, comunicati stampa, locandine, calciomercato e tantissime idee che io e Manuel avevamo in mente di mettere al servizio del collettivo. In soli trenta giorni l’immagine della Sanstevese – Real Santo Stefano, è stata curata nei minimi dettagli grazie all’eccellente lavoro di comunicazione svolto da Manuel, nel quale, si é adoperato mettendo in ottima luce mediatica, il marchio Sanstevese a disposizione del comprensorio e di almeno 6/7 agenzie di stampa, con il quale sono stati diramati i comunicati. La sola pagina Facebook ha raggiunto più di 1.200 Followers, le locandine del settore giovanile distribuite su tutti i gruppi delle città della provincia di Imperia, hanno totalizzando poco più di 7000 visualizzazioni, il tutto costantemente accompagnato dallo sponsor del Press in bella vista. Nel frattempo, attraverso la mia sola presenza, moltissimi tifosi delle squadre nel quale ho militato a livello professionistico, come la Sampdoria, l’Atalanta e soprattutto la Lazio, hanno cominciato a manifestare le proprie simpatie verso questa squadra; dopodiché, mi sono applicato nell’allestire l’assetto tecnico – dirigenziale, con la nomina di un direttore sportivo e di un allenatore, entrambi stimati. Oltre al nostro modus operandi elencato nelle righe soprastanti, sia io che Manuel, abbiamo adempiuto anche ad alcuni favori a titolo personale richiesti dal presidente, adoperandoci con il cuore e con grande entusiasmo, MA… dopo tutto il nostro da farsi, sia a livello professionale, sia a livello personale, solo per il fatto di aver richiesto un piccolo favore, (più che abbordabile), la reazione del presidente è stata a dir poco negativa, spiazzandoci non poco e dicendoci testualmente che “non se la sentiva di partire”… ma di volersi muovere solo se avessimo vinto la gara d’appalto. Tutto ciò, malgrado io e Manuel fossimo già al lavoro da trenta giorni (su sua richiesta). Dopo questo episodio, comunque chiarito, il patron ha cominciato a cambiare radicalmente comportamento nei nostri confronti, con un atteggiamento risentito e distaccato, raggiungendo il suo culmine nell’arco della mattinata di oggi, prendendosi la briga di non rispondere in primis ad un mio audio vocale ed in secundis ad una dozzina di telefonate, sulla scia di alcuni suoi messaggi criptici riportati nel gruppo WhatsApp della dirigenza, motivo delle mie preoccupazioni a contattarlo in più di un’occasione. Nel frattempo, il presidente si faceva trovare online a chattare su WhatsApp sul gruppo dei dirigenti, unitamente a spassarsela sul proprio profilo Facebook condividendo svariati link, senza però trovare un solo minuto per rispondere alle mie telefonate. Chi mi conosce sa che sono sempre stato una persona leale e rispettosa nei confronti di tutti, specialmente degli addetti ai lavori del mondo del calcio, ma quando mi si manca di rispetto in questa maniera, per me non ci sono più le condizioni per proseguire un rapporto umano e sportivo. Sulla scia di quanto ho riportato, io e mio figlio Manuel, seppur, dispiaciuti, non possiamo fare un passo indietro, stroncando sul nascere questa collaborazione. Detto ciò, ringraziamo e salutiamo Mister Massimo Ramoino, il direttore sportivo Melchiorre Mistretta, i collaboratori Luca Cavalcante ed Ivan Bertagni, per la piacevole, seppur breve esperienza vissuta assieme, augurando a loro il più roseo dei proseguimenti. Dopo 4 anni lontano dal mondo del calcio, dispiace dover interrompere così prematuramente questo percorso che avevo intrapreso con grande entusiasmo e passione, sperando di poter ritornare ad esercitare e di mettere a disposizione tutta l’esperienza e la professionalità che mi ha contraddistinto in 50 anni di carriera».

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