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Linea Cuneo - Ventimiglia, presidente provincia Imperia Claudio Scajola: «Bisogna guardare più lontano» - Riviera24
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Linea Cuneo – Ventimiglia, presidente provincia Imperia Claudio Scajola: «Bisogna guardare più lontano»

«Il problema nostro è di essere un po' meno parolai, un po' più di sostanza, un po' persone del fare»

Cuneo. «Noi dobbiamo guardare molto più lontano: alla Torino, Cuneo, Monaco, Nizza, Ventimiglia, Sanremo e Imperia, questa deve essere la nostra ambizione». Lo ha detto il presidente della provincia di Imperia, Claudio Scajola, nel piazzale Libertà a Cuneo, dove è giunto a bordo dello storico treno “Centoporte”, partito da Ventimiglia, per celebrare la recente ripresa della linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo.

«Sono convinto che se non si mira in alto, nulla si può raggiungere», ha aggiunto Scajola. Il presidente della Provincia ha viaggiato insieme ad autorità sia italiane che francesi, in rappresentanza di Liguria, Piemonte e regione Paca. «Quelli che erano sul treno e che oggi sono su questa piazza – ha aggiunto Scajola- Stilano un documento di intenti forte, in cui si dice che ognuno di noi si farà carico con le diverse autorità: statali, regionali ed europee, per significare che questa tratta serve anche al trasporto (di merci e persone, ndr) e non soltanto sul piano storico e turistico».

«Da oggi, sarà molto più difficile tornare indietro – ha detto l’ingegnere Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione FS – La Cuneo-Ventimiglia è in sicurezza. Nessuno può toccare più un chilometro di binario, ma è un punto di partenza. Ora è necessario velocizzare le velocità nel tratto francese». «Non basta fare infrastrutture se non vi sono servizi – ha aggiunto Canamessa – Messa a posto l’infrastruttura vanno ripristinati i collegamenti diretti del mare: da Torino a Breil, con le sezioni di rete su Nizza, su Ventimiglia e su Imperia. Vanno ripristinati i transiti internazionali, che da Domodossola scendevano a Nizza, passando di qui».

«Va ripristinato quel servizio di prossimità delle comunità interne che solo la capillarità del treno può dare – ha concluso -. La chiamavano ramo secco (riferito alla linea Ventimiglia-Cuneo), oggi è un ramo verde per portare un turismo di cultura, che spende, visita e non devasta;: che ogni domenica le meravigliosi valli francesi e italiane. Questo è lo sviluppo dei rami secchi che sono tornati verdi».

Con il suo discorso, il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola ha chiuso i discorsi ufficiali delle autorità presenti, ricordando l’importanza di una terra divisa da confini amministrativi ma unita da cultura, storia, turismo e commercio. «Siamo in tanti in una terra che ha una storia importante, amici francesi, per l’Italia – ha detto -. La Granda ha contribuito alla nascita dell’Italia democratica in modo consistente. E sono lieto di essere in questa città, perché amministrata e governata da un sindaco come Federico Borgna, che è un valore per i Comuni di Italia. E’ un luogo del cuore questa Ferrovia delle meraviglie, ma non solo: il contributo del Fai è servito moltissimo ad accendere i riflettori, prima ancora che arrivasse la Tempesta Alex. Poi è stata accresciuta l’attenzione su questa ferrovia con questa tempesta devastante, la quale ha fatto capire che oltre a essere ambientata con un progetto ingegneristico di altissimo livello, fatto nei secoli, questa ferrovia è ambientata in un paesaggio meraviglioso. Se questa ferrovia fosse servita soltanto a uno dei due Paesi, non avrebbe avuto l’attenzione, che invece oggi ha avuto anche dalla Francia, che prima di noi e meglio di noi ha contribuito ad avviare i lavori per rendere percorribile quel tratto, sia ferroviario che stradale. Il problema nostro è di essere un po’ meno parolai, un po’ più di sostanza, un po’ persone del fare». «La storia del nostro territorio è: Nizza, Cuneo e Imperia – ha concluso Scajola -. Dobbiamo recuperare la storia di questo territorio, per farci confrontare più tra di noi. Anche nei periodi più difficili de rapporti Italia e Francia ci siano confrontati. Questo rapporto deve crescere nella concretezza».

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